Pordenone

Sacile/Un caso di burocrazia inversa

Quando leggiamo di burocrazia, di solito è perchè veniamo rimpallati da un ufficio all’altro, alla ricerca di chi si deve prendere una qualche responsabilità che a noi urge e che all’altro preoccupa o infastidisce.
Questa che vi raccontiamo oggi è invece un po’ una storia al contrario, un intoppo (ormai risolto) che nasce dallo zelo di chi cerca di fare al meglio il proprio lavoro.

I fatti… e ne parlo per aver sperimentato il caso sulla mia pelle.

Perdo la carta di credito emessa dalla filiale sacilese di Banca della Marca.
Gentilissimi, agli uffici spiegano che serve bloccarla per evitare brutte sorprese e presentare poi denuncia di smarrimento ai Carabinieri per chiuderla definitivamente.

Cose che faccio incontrando però inattesi ostacoli.
Per presentare la denuncia, spiega il militare incaricato di raccoglierla, serve il numero completo della carta di credito: le 16 cifre in rilievo.

Avendola fatta da poco (bel colpo di fortuna, eh?) e perduta in un batter d’occhio, quei numeri non li ho.
E li chiedo alla Banca che però, per una questione di privacy, dicono, mi fornisce solo le ultime tre cifre.

Giustamente, il carabiniere mi fa presente che così non va: sarebbe un po’ come dire: “Mi hanno rubato la Punto” E poi? E’ bianca. E poi? Non ho alcun documento della stessa.
Un po’ poco, in effetti.

Richiamo la Banca sacilese che mi passa un inutile “Numero attribuito alla posizione” (una specie di soprannome della mia povera carta di credito?) di cui i Carabinieri non se ne fanno nulla.
Poi mi si invita a telefonare al numero verde della Banca perchè loro quelle 16 cifre le vedono (e la privacy di prima?) e me le possono dare.

Ma non va così: al numero verde il cane si morde la coda: “chieda alla sua filiale che glielo danno”.
Stoppo il loop sul nascere e spiego l’arcano prima di entrare nel girone dantesco senza uscita.
Non senza un pizzico di malcelato sarcasmo (non nei miei confronti), l’operatrice mi consiglia di indirizzare i colleghi della filiale verso la “Assistenza filiali” del gruppo bancario.

Mi pare curioso dover essere io a riferirlo, ma così faccio.
Francesca, se non sbaglio il nome, capace e di provata efficienza anche in altri casi spinosi, forse capisce al volo che si sta creando una di quelle situazioni che finiscono sul giornale o su Facebook e mi rassicura: è una prassi un po’ lunghetta, accenna, ma si può fare.

Già mi preparo ad aspettare un mesetto o due che lei mi precisa: 2 o 3 giorni.
Posso superare senza danni emotivi 48 – 72 ore: terrò duro, penso.

Le 16 cifre della mia defunta carta di credito arrivano la mattina dopo, emozionandomi.
Scopro poi che, estrema ratio, se proprio non riesco a recuperare quelle cifre, in caserma la denuncia me la prendono lo stesso (anche con solo le ultime 3 cifre) e che la filiale sacilese della Banca della Marca è l’unica in zona restia a fornire quei numeri, per rispetto, bene dirlo, della Privacy (alla quale rinuncio spontaneamente.. dove devo mettere la “X”??).

In altre parole, il mio è un caso di burocrazia al contrario: la Banca da una parte e i Carabinieri dall’altra osservano le regole, non le schivano.
Che bello (senza ironia).

Alla fine della storia è prevalso il buon senso e, immagino, d’oggi in poi anche a Sacile chi perde la carta di credito potrà sporgere regolare denuncia di smarrimento.
Mi sta bene così: sono stato vittima di persone che tengono al loro lavoro e infatti sono sopravvissuto.

Male che vada, se non trovate Francesca, riferite allo sportello di chiamare l’Assistenza Filiali….

Denis B.

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