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Sacile/Polemiche per la vicenda del medico che rischia il posto per aver espresso le sue opinioni

Non è passato inosservato, ne a Sacile ne altrove, il mancato rinnovo del contratto a termine di un medico che durante la crisi pandemica aveva difeso il ruolo della Rsa di Sacile.
Struttura in cui il medico in questione, Nicola Vendramin, lavora come libero professionista.
Forse ancora per poco, dato che, secondo fonti di stampa, sarebbe stata avviata l’interruzione del contratto di lavoro determinato.

Licenziato, in più brevi parole.

Ovvio che venga da fare due più due: Vendramin aveva criticato apertamente le scelte regionali, con Sacile destinata a divenire reparto Covid per pazienti di media intensità, a discapito, appunto, dell’esistente Rsa.

Sulla questione chiedono oggi chiarimenti i consiglieri regionali del Pd Nicola Conficoni e Chiara Da Giau annunciando un’interrogazione alla Giunta regionale e premettendo che, se le cose fossero collegate, “saremmo di fronte a un’ingiustificata prevaricazione che aumenta il clima conflittuale e non aiuta certo ad affrontare i veri problemi del sistema sanitario del Friuli occidentale, generando disorientamento nella comunità locale”.

“Mettere il silenziatore alle critiche – continua Conficoni – non è, in ogni caso, il modo giusto per risolvere gli aggravati problemi della sanità pordenonese, lo scorso anno penalizzata dal commissariamento dell’Asfo, dal taglio lineare alla spesa per il personale e dalla mancata sostituzione dei primari andati in quiescenza”.

“Il 31 dicembre 2019, infatti, erano in servizio ben 199 dipendenti e somministrati in meno rispetto alla programmazione, tra i quali 60 dirigenti medici e 57 infermieri. L’inerzia nel superare queste criticità – conclude il rappresentante dem – si riflette sul livello dei servizi erogati ai cittadini, portando i dipendenti all’esasperazione, tanto da indire una giornata di sciopero. Per scongiurare l’astensione dal lavoro, non bisogna accentuare il clima conflittuale ma dare tempestive risposte concrete alle esigenze dei cittadini, anche rafforzando il sistema sanitario territoriale”.

“Le riposte da dare – aggiunge la collega Da Giau – dovrebbero consentire di affrontare non solo un’eventuale seconda fase emergenziale da Covid-19, ma anche un futuro normale fatto sempre più di anziani e di cronicità. In questa prospettiva, le parole chiave sono integrazione e reti di strutture e servizi, ma – conclude – anche di relazioni costruttive tra professionisti, utenti, decisori e cittadini”.

“Oggi, invece, vediamo queste relazioni degradarsi senza rimedio, venendo meno tra il Tagliamento e il Livenza. Da qualche settimana – conclude la nota – giace in Consiglio regionale una richiesta di audizione del direttore generale dell’Asfo, Joseph Polimeni, proposta dal Gruppo del Pd e sottoscritta da tutte le Opposizioni in Regione. Ora più che mai questo dovuto chiarimento non è più rinviabile e siamo convinti che, chi è chiamato a dare delle linee, debba concentrarsi più sui fatti che sulle opinioni”.

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