Veneto

Risorsa idrica a giugno in Veneto. Precipitazioni inferiori alla media e falda in sofferenza. Si salva solo il bacino del Piave

In giugno in Veneto la media delle precipitazioni è stata di 51 millimetri contro i 97 attesi.
Anche le falde sono in una generale situazione di scarsità della risorsa idrica.
Quasi tutte le stazioni monitorate mostrano andamenti e livelli simili o inferiori a giugno 2017 anno in cui, per la maggior parte delle stazioni, si sono raggiunti i livelli minimi degli ultimi 20 anni

Le massime precipitazioni del mese sono state registrate nel Bellunese dalle stazioni di Sella Ciampigotto (Vigo di Cadore) con 300 mm, Santo Stefano di Cadore con 289 mm, Malga Campobon (San Pietro di Cadore) con 262 mm e Costalta (San Pietro di Cadore) con 246 mm.
Le precipitazioni più scarse sono state osservate dalle stazioni di Trecenta (RO) con 3 mm e di Codevigo – Ca’ di Mezzo (PD), Sant’Apollinare (Rovigo) e Bagnolo di Po (RO) con 4 mm.

A livello di bacino idrografico (solo parte Veneta), rispetto alla media 1994-2021, sono state riscontrate condizioni di:
leggero deficit pluviometrico sul Piave (-6%);

forte deficit pluviometrico, sulla Pianura tra Livenza e Piave (-84%) sul Sile (-81%), sul Fissero-Tartaro-Canal-Bianco (-81%), sul Bacino Scolante (-80%), sul Lemene (-72%), sul Livenza (-63%), sul Po (-56%), sul Brenta (-56%), sull’Adige (-46%) e sul Tagliamento (-32%). Gli apporti di Giugno 2022 sul Bacino Scolante costituiscono il minimo assoluto dal 1994 mentre sul Fissero-Tartaro-Canal-Bianco sono sostanzialmente simili al minimo assoluto del 2019.

Nei nove mesi tra ottobre (inizio anno idrologico) e giugno sono caduti in Veneto mediamente 491 mm di precipitazioni; la media del periodo 1994-2021 è di 831 mm (mediana 789 mm).

Sul Piave gli apporti del corrente anno idrologico (691 mm) sono superiori a quelli osservati nel 95/96 (549 mm) e nel 99/00 (689 mm). Sugli altri bacini veneti questi apporti costituiscono il minimo assoluto dal 1994.

Considerato il deficit pluviometrico già accumulato dall’inizio dell’anno idrologico (-339 mm), per riequilibrare il bilancio quantitativo già col prossimo mese di luglio sarebbero necessari, come dato medio sul Veneto, circa 430 mm ossia quasi cinque volte la precipitazione media di luglio (pari a 90 mm, serie 1994-2021). Anche guardando l’anno solare 2022 le piogge fin qui cadute (248 mm, valore medio sul Veneto) appaiono decisamente scarse, risultando solo la metà del valore atteso (495 mm): -50%, mancano quasi 250 mm.

Riserve nivali
Il mese di giugno è stato molto mite in quota (+2,6 °C rispetto alla norma 1991-2020), oltre il 3 quartile
e terzo valore assoluto dopo il giugno 2003 e 2019. Le giornate con temperature inferiori alle media sono state solo 2 in occasione delle nevicate del 7 e 9 giugno, con il giorno 9 il più freddo e limite neve/pioggia più basso di quota. Il giorno più caldo è stato il 20 giugno (osservazioni fino al 27). La neve è ricomparsa temporaneamente oltre i 2900 m di quota il 7 giugno e oltre i 2500 m il 9 giugno con apporti complessivi di 20-35 cm a 3000 m. Le elevate temperature hanno accelerato i processi di fusione del residuo manto nevoso in alta quota, presente nelle zone di accumulo delle valanghe alla base dei pendii e caratterizzate anche da buon riparo orografico. Anche lungo i ghiacciai il manto nevoso stagionale è in gran parte scomparso e ampie zone di ghiaccio sono ormai prive di neve.

Serbatoi
In giugno volume in calo dalla seconda decade nei principali serbatoi del Piave, con una inversione solo negli ultimi due giorni, che però non riguarda l’invaso del Mis: al 30 giugno il volume totale invasato è di 138.8 Mm3 (7.3 Mm3 in meno rispetto alla fine di maggio, e -9.2 Mm3 dalla metà di giugno), pari all’83% del volume massimo invasabile, inferiore al 25° percentile della serie storica (1995-2021) e nella media del periodo (-3%, pari a -4.1 Mm3). Il volume attuale è il più basso degli ultimi 15 anni (dal 2007), inferiore anche al 2017 (-13.8 Mm3) e al 2012 (-11.9 Mm3) ma significativamente maggiore del 2003, minimo storico per il periodo (+54 Mm3). L’andamento nel mese è stato abbastanza diversificato per i tre principali serbatoi del Piave, ma a fine giugno si presentano tutti vicini alla media storica:

  • Pieve di Cadore ha mostrato un calo nei volumi a partire dalla seconda decade, per poi crescere rapidamente con l’evento del giorno 29 raggiungendo a fine mese il 99% del volume massimo invasabile (+9% sulla media storica);
  • Santa Croce ha registrato un calo nei volumi a partire dalla seconda decade (con una inversione del trend solo a fine periodo) e al giorno 30 è al 79% del volume massimo invasabile (-3% sulla media del periodo);
  • il Mis ha evidenziato un netto calo dei volumi nella seconda quindicina del mese (mediamente -0.5 Mm3 al giorno), fino ad arrivare al 72% del volume massimo invasabile (-18% sul valore medio del periodo).

Falda
Giugno non ha avuto precipitazioni significative ai fini della ricarica della falda: continua a insistere una generale situazione di scarsità della risorsa idrica. Quasi tutte le stazioni monitorate mostrano andamenti e livelli simili o inferiori a giugno 2017 anno in cui, per la maggior parte delle stazioni, si sono raggiunti i livelli minimi degli ultimi 20 anni.

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