Venezia

Rinviato il processo per la morte di Mauro Meneghel investito e ucciso a Torre di Fine

Ieri, davanti il giudice monocratico di Venezia, dott. Fabio Moretti, si è tenuta l’udienza relativa al giudizio immediato, a carico di Riccardo Rorato, il 24enne di Caorle, dove risiedeva anche la vittima, che, perdendo il controllo della sua auto, ha falciato e ucciso il 57enne Mauro Meneghel che camminava a bordo strada.

La vittima: Mauro Meneghel

Il 24enne si trova tuttora agli arresti domiciliari in virtù della gravità della sua condotta; oltre che di omicidio stradale deve rispondere dell’aggravante di averlo commesso in stato di ebbrezza: gli è stato riscontrato un livello di alcol nel sangue di 1.89 g/l, contro il limite di 0,5.

Non è stato invece possibile imputargli anche l’omissione di soccorso: dopo aver investito Meneghel, il “pirata” aveva tirato diritto lasciandolo al suo destino, salvo costituirsi poco dopo.
Il reato è venuto meno in quanto l’autopsia ha appurato che il 57enne è deceduto sul colpo.

Rorato nell’udienza di venerdì non ha richiesto il patteggiamento che pure aveva il consenso del Pm, domandando invece la modifica dell’attuale misura restrittiva.
Il processo è stato quindi rinviato al 26 novembre, per poi essere ulteriormente calendarizzato per la discussione finale.
E’ stata pienamente acquisita l’attività d’indagine della Procura, quanto meno non vi sarà istruttoria.

La tragedia è avvenuta il 20 febbraio 2021, alle 17, in località Torre di Fine, nel comune di Eraclea. Il ventiquattrenne, che si era posto alla guida della sua Volkswagen Golf “in stato di alterazione psicofisica conseguente all’assunzione di sostanze alcoliche” scrive il magistrato nella sua richiesta di rinvio a giudizio, percorrendo via Revedoli verso Torre di Fine, “effettuando una curva a velocità sostenuta, perdeva il controllo del veicolo, che procedeva per 36 metri sul ciglio erboso della strada e andava a impattare contro Mauro Meneghel”, che stava tranquillamente camminando ai lati della carreggiata e che, in seguito al violento impatto, “veniva proiettato a una distanza di circa 50 metri e decedeva sul colpo.

“A Rorato il Pm ha imputato “colpa consistita in negligenza, imprudenza, imperizia nonché in violazione di legge, in particolare dell’art. 141 Codice della Strada, perché, in prossimità di una curva, procedeva a velocità non moderata, anche in relazione alle precarie condizioni psicofisiche dovute all’assunzione di sostanze alcoliche, perdendo il controllo del mezzo, e dell’art 142 del Cds, perché procedeva a una velocità non inferiore di 85 km/h a fronte del limite di 50 km/h previsto per quel tratto”.

La moglie, la figlia, gli anziani genitori, il fratello e la sorella di Meneghel per essere assistiti, si sono affidati a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini.

Essendo già stati risarciti, i congiunti di Meneghel non si sono potuti costituire parte civile, ma, pur nella dolorosa consapevolezza che nessuna pena sarebbe commisurata per ripagare l’incolmabile perdita patita, si aspettano una risposta forte e una condanna esemplare da parte della giustizia penale, se non altro per lanciare un messaggio chiaro di tolleranza zero nei confronti di comportamenti così criminali sulla strada.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button