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Rin-Tari/Confcommercio San Donà Jesolo chiede l’intervento dei Comuni

“Tari, il costo del servizio è inaccettabile e che non trova giustificazione.
Mentre ai cittadini e alle imprese viene chiesto di essere virtuosi e in una situazione di crisi generalizzata, le tariffe aumentano: sembra una presa in giro”.

Confcommercio San Donà-Jesolo torna alla carica sui rincari delle bollette Tari, ovvero dell’asporto rifiuti.
Già lo scorso fine dicembre l’associazione ebbe ad intervenire, a seguito di importi consistenti, specie se rapportati ai reali giorni di attività delle imprese.
Ora, a seguito dei nuovi rincari, l’Associazione chiede con forza di intervenire ai Comuni, proprietari della società che si occupa dei rifiuti: Veritas.

“Ci sono situazioni a dir poco inaccettabili – sostiene il presidente di Confcommercio San Donà-Jesolo, Angelo Faloppa – come l’aumento del 30% a San Donà di Piave, ma anche il 25% circa a Fossalta di Piave, il 14% a Cavallino-Treporti, il 12% a Quarto d’Altino o l’11% a Meolo: una situazione insostenibile per le imprese, così come per i cittadini.
Leggiamo che i sindaci dicono che è difficile spiegare questi aumenti ai cittadini.

Comprendiamo che Arera (Autorità nazionale di regolazione per energia e ambiente) ha modificato i parametri per la ripartizione dei costi, ma sono proprio i costi base ad essere esagerati.
E allora noi come possiamo spiegare alle imprese, in una situazione di crisi generalizzata, di calo drastico dei consumi, alle quali si chiede, tra l’altro, di essere virtuose nella raccolta differenziata, che le tariffe aumentano, dopo che, peraltro, si è andati dicendo che sarebbero diminuite, a fronte di un comportamento responsabile? Sembra una presa in giro.

Faloppa lancia un appello ai sindaci del territorio: “Chiediamo ai comuni-proprietari di Veritas di intervenire in tutti i modi per cercare di non gravare sulle imprese”.
Sulla vicenda interviene anche Alberto Teso, componente della giunta provinciale di Confcommercio.

“Questi incredibili rincari, in questo momento, sono assolutamente folli.
Non ci sono altri aggettivi consoni per qualificare un’iniziativa di questo tipo.
Non so di chi sia la colpa e, sinceramente, non è mio compito verificarla: ma qualcuno deve vergognarsi.
La Tari costituisce un corrispettivo di un servizio reso, che dev’essere proporzionato e giustificato sulla base del principio di derivazione europea “chi inquina paga”.

A San Donà, ad esempio, una famiglia inquina un terzo in più dello scorso anno?
Vorremmo capire come si giustificano questi aumenti sulla base di tali fondamenti e non escludiamo un’impugnazione delle nuove tariffe”.

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