Venezia

Rientro dalle vacanze con paura per una famiglia di Chirignago

Anche gli agenti della polizia stradale intervenuti sul luogo dell’incidente non hanno avuto dubbi: “siete stati davvero miracolati”.
Una famiglia veneziana, di Chirignago, può accendere un cero alla Madonna dopo essere uscita quasi indenne da un sinistro del tutto particolare successo in Toscana e che avrebbe potuto causare danni ben maggiori: la loro auto è stata investita da una… ruota.
Cerchione e copertone staccatisi da un’altra vettura in corsa e abbattutisi come una bomba sul parabrezza.

Padre, alla guida, madre e due figli di 13 e 5 anni, il ragazzino seduto sul sedile anteriore e la bambina su quello posteriore accanto alla mamma, domenica 12 luglio stavano rientrando da una vacanza all’Isola d’Elba e, poco prima delle 19, percorrevano con la loro Peugeot 5008 la strada di grande comunicazione Firenze-Pisa Livorno in direzione Venezia: si trovavano a circa quattro chilometri dall’uscita di Scandicci.

“All’improvviso – racconta la signora, che ha 45 anni – dalla corsia opposta è schizzata verso di noi una ruota”: a perderla, una Renault Scénic condotta da una quarantaduenne di Alghero con due ragazzine a bordo.

“Il mio compagno ha fatto l’impossibile per evitarla ma a quell’ora il traffico era molto intenso, eravamo circondati da auto, i margini di manovra erano scarsi e l’impatto è stato inevitabile: una bomba” prosegue la quarantacinquenne.

La ruota colpisce in pieno la parte sinistra del parabrezza che viene infranto, ferendo con le schegge piovute nell’abitacolo gli occupanti seduti davanti, ma che fortunatamente regge, finisce addosso di striscio a un’altra vettura e sfiora una moto: poteva essere una strage.

Il conducente della Peugeot, quarantenne, con molto sangue freddo, riesce a mantenere il controllo del suo Suv, che provvidenzialmente è “ben piantato”, e a fermarsi: per puro miracolo non si innescano tamponamenti. Ed è una fortuna che, anche nella corsia opposta, la Scenic rimasta senza una ruota non si rovesci: la guidatrice arresta a sua volta la marcia senza conseguenze.

Scatta l’allarme e arrivano i soccorsi.
I veneziani, smaltito il grande spavento e anche se tutti ammaccati per il colpo, avendo una bambina piccola, l’unica dei quattro a essere rimasta completamente illesa, dopo i rilievi della Stradale stringono i denti e decidono di rientrare: noleggiano un’altra macchina (la loro, ovviamente, è inservibile, è rimasta in Toscana) e alle 4 di notte di lunedì raggiungono finalmente la loro abitazione.

Al mattino si recano subito al pronto soccorso dell’ospedale dell’Angelo dove i sanitari riscontrano a papà, mamma e figlioletto colpi di frusta e contusioni varie, ma per fortuna nessuna frattura, per prognosi nell’ordine di una settimana-dieci giorni: dovranno portare il collare e assumere antidolorifici, ma sono vivi.

E saranno pienamente risarciti, sia per i danni fisici sia per quelli materiali, particolarmente ingenti, al loro mezzo: per essere assistiti, attraverso il responsabile delle sede di Treviso, Diego Tiso, i quattro veneziani si sono affidati a Studio3A-Valore S.p.A.

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