Veneto

Radon e amianto alla Base militare sul Monte Venda/Mozione in Regione per verificare la correlazione con i casi di tumori tra i militari

Padova – Elisa Venturini, capogruppo di Forza Italia in Consiglio Regionale ha presentato questa mattina una mozione con la quale chiede “Alla Regione di attivarsi presso il Ministero della Difesa affinché sia verificata la correlazione fra neoplasie maligne (anche diverse dal tumore al polmone) o altre malattie causate dalla massiccia e prolungata esposizione al gas radon e ad altre sostanze cancerogene del personale militare e civile operante presso la base dell’Aereonautica Militare 1° ROC presso il Monte Venda”.

“Da molti anni è ormai tristemente noto che il personale dell’Aereonautica militare che ha prestato servizio presso la base denominata 1^ ROC (Regional Operations Centre) del Monte Venda sui Colli Euganei è stato esposto, durante il periodo di servizio, ad elevatissime concentrazioni di gas Radon – ha detto Elisa Venturini un aula – il cui effetto sull’insorgenza dei tumori al polmone è ormai conclamato, al punto che l’esposizione al Radon è considerata la seconda causa del tumore al polmone dopo l’assunzione del fumo da tabacco.

Purtroppo sono stati numerosi i decessi registrati dovuti a una massiccia e prolungata esposizione al gas radon e all’amianto che, come rilevato dalle misurazioni effettuate dall’ARPAV, sono presenti in quell’area in elevatissime concentrazioni.

La vicenda ha portato la Procura di Padova ad aprire un apposito procedimento penale, conclusosi nel 2017 con una condanna in primo grado nel 2017 ed alla successiva assoluzione nei gradi successivi nel 2020; indipendentemente dagli esiti del processo penale l’inchiesta condotta dai PM ha consentito di accertare che il numero elevatissimo di malattie e di decessi del personale operante nella base del Monte Venda è da porre in relazione all’elevatissima concentrazione di gas radon all’interno della base operativa e alla lunga esposizione a questo agente nocivo.

E’ quindi doveroso fare piena luce sull’accaduto e per questo chiediamo che la Regione si attivi con il ministero della difesa perché si accerti in via definitiva quello che è successo, in modo da poter dare alle famiglie le risposte e i sostegni che chiedono da tempo”.

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