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Qualità aria 2018 in Fvg. Per Arpa complessivamente buona. Oltre il limite solo al confine con il Veneto

In Friuli Venezia Giulia nel 2018 la qualità dell’aria è stata complessivamente buona, in miglioramento rispetto l’anno precedente.
La Relazione sulla qualità dell’aria è un rapporto redatto annualmente dall’Agenzia regionale per l’ambiente sulla base dei criteri fissati a livello nazionale ed europeo a tutela della salute.
Il documento considera tutti gli inquinanti ‘normati’, ovvero quelli per cui esiste un limite di legge in aria ambiente, raggruppabili in due grandi famiglie: i Macroinquinanti (materiale particolato, ossidi di zolfo e azoto, ozono, benzene e monossido di carbonio) e i Microinquinanti (benzo[a]pirene e metalli pesanti quali l’arsenico, il cadmio, il nichel e il piombo).

Macroinquinanti
Il materiale particolato è monitorato sia nella frazione più grossolana (il PM10), che nella frazione più fina (PM2.5). Le polveri sottili hanno presentato nel 2018 un significativo miglioramento rispetto al 2017, in parte dovuto alle condizioni meteorologiche favorevoli alla dispersione degli inquinanti. Per il PM10, la relazione sulla qualità dell’aria considera due
indicatori: il numero di superamenti giornalieri e la media annua.

PM10
Nel corso del 2018 il numero di superamenti giornalieri del PM10 è andato oltre al limite di legge solo su una ridotta area della pianura occidentale, grossomodo tra il confine con il Veneto e il Tagliamento, dove le caratteristiche climatiche sono simili a quelle della pianura padana. La situazione è comunque risultata decisamente migliorata rispetto al 2017.
L’area con eccesso di superamenti giornalieri si estende su una superficie stimata di circa 100 chilometri quadrati (250 chilometri quadrati nel 2017), interessando una popolazione di circa 30.000 persone (112.000 nel 2017).
Decisamente non problematico è risultato l’andamento della media annua di PM10, che presenta ovunque un valore medio inferiore al limite di legge.

I dati acquisiti da Arpa Fvg consentono anche di effettuare delle considerazioni di dettaglio sulla qualità dell’aria nelle aree urbane. Le stazioni di misura del particolato atmosferico collocate in prossimità di singoli assi viari ad alta percorrenza rilevano una concentrazione di polveri maggiore del 5 per cento rispetto alle stazioni di fondo urbano.

PM2.5
Per il PM2.5, il solo indicatore preso in considerazione è la media annuale. Questo inquinante nel 2018 presenta un leggero miglioramento rispetto all’anno precedente, rimanendo al di sotto addirittura del limite di legge di 20 microgrammi per metro cubo, che entrerà in vigore con il 2020.

Ozono
Meno positivo l’andamento dell’ozono. Nel 2018 i valori di questo inquinante sono stati elevati su quasi tutto il territorio regionale e leggermente superiori al 2017. La causa va ricercata nel maggior apporto di radiazione solare nel periodo estivo.

Biossido di azoto (NO2)
La concentrazione media annua e le concentrazioni medie orarie (valori di picco) di biossido di azoto sono rimaste al di sotto del limite di legge su tutto il territorio regionale. Il sistema di monitoraggio gestito da Arpa consente di rilevare gli impatti dei flussi di traffico sulle concentrazioni di biossido di azoto, che aumentano del 10-30 per cento nei pressi degli assi viari maggiormente trafficati.

Monossido di carbonio (CO)
Per quanto riguarda il monossido di carbonio, anche nel corso del
2018 si sono confermate le basse concentrazioni osservate negli anni precedenti, sempre inferiori ai limiti di legge. I valori più elevati si riscontrano solo nelle aree caratterizzate da traffico intenso e nei pressi di alcune circoscritte aree produttive.

Biossido di zolfo
Anche il biossido di zolfo, da diversi anni, mostra concentrazioni molto basse su tutta la regione ad eccezione di alcune aree nei pressi dello stabilimento siderurgico di Servola.

Benzene
In quasi tutta la regione i valori di benzene registrati nel corso del 2018 sono leggermente migliorati rispetto all’anno precedente e quasi tutte le postazioni di misura rimangono abbondantemente inferiori al limite di legge.

Benzo(a)pirene
Nel complesso la situazione del benzo(a)pirene risulta sostanzialmente invariata rispetto a quanto osservato nel 2017 e negli anni precedenti, con valori inferiori al limite – ma prossimi allo stesso – su tutta la pianura. La presenza diffusa di questo inquinante fa ritenere che, in assenza di sorgenti puntuali, le concentrazioni prossime ai limiti siano da imputare in particolare all’uso diffuso della legna come combustibile domestico, soprattutto se a ciocchi e se utilizzata in impianti obsoleti.

Metalli pesanti
Infine, i metalli pesanti (Arsenico, Cadmio, Nichel, Piombo) confermano anche nel 2018 una situazione abbondantemente al di sotto dei limiti di legge su tutta la regione.

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