Treviso

Procura di Treviso/Prosegue lo stato di agitazione per la carenza di personale

“Pur apprezzando lo sforzo del Procuratore che ha avviato interlocuzioni sia col Ministero per l’assunzione diretta di due ausiliari, sia con la Regione per il distacco di altre due unità che con il Tribunale di Treviso per poter utilizzare una parte del recente personale assunto per l’Ufficio del Processo, riteniamo che queste misure, peraltro allo stato attuale solamente ipotetiche, siano insufficienti, dato che in Procura mancano all’appello 16 unità lavorative.

Vista la grave carenza di organico, non riteniamo ci siamo le condizioni per sospendere lo stato di agitazione, anche per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori.
Ci auguriamo che l’Amministrazione si attivi per trovare delle soluzioni certe e con dei numeri che tengano conto della reale carenza di organico”.

Questo il commento della Rsu della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Treviso e della Cisl Fp al termine dell’incontro che si è svolto questa mattina in prefettura a Treviso e che ha visto confrontarsi al tavolo di conciliazione la Rsu composta da Emmanuele Viviano e Gabriella Pieretto, la Cisl Fp Belluno Treviso rappresentata da Carlo Alzetta, unitamente al Procuratore della Repubblica di Treviso Marco Martani e la viceprefetto dott.ssa Paola De Palma.

Prosegue dunque lo stato di agitazione proclamato lo scorso 12 maggio.

“Al tavolo – spiega al termine dell’incontro Emmanuele Viviano, Rsu della Procura di Treviso – abbiamo ribadito come la grave carenza di personale amministrativo, che si trascina ormai da anni, con un costante aggravamento a causa dei continui pensionamenti e trasferimenti dei colleghi senza che l’amministrazione abbia provveduto alla loro sostituzione, imponga da parte del Ministero un intervento immediato e risolutorio”.

Il personale amministrativo è quello che assiste i pm, espletando molteplici adempimenti amministrativi, nonché gli altri attori del procedimento penale, ovvero le parti, i difensori, gli ausiliari del pm, curando i diversi servizi necessari per assicurare, al meglio, la giustizia ai cittadini.
A fronte di una, peraltro datata e insufficiente, pianta organica di 42 unità, il personale amministrativo in servizio effettivo attualmente è di appena 26 lavoratori, con una scopertura reale del 38%, e già nei prossimi mesi sono previsti altri pensionamenti.

“Non è possibile – afferma Carlo Alzetta della Cisl Fp Belluno Treviso – per quanto concerne le assunzioni, pensare di procedere, come fatto fin adesso a ‘spizzichi e bocconi’, cercando di mettere una pezza con pochissime assunzioni che non tengono minimamente conto dell’esodo continuo dei pensionamenti, abusando del senso del dovere e dello spirito di sacrifico dei pochi lavoratori rimasti in Procura. Serve un piano di assunzioni che tenga conto del reale fabbisogno di personale amministrativo”.

La situazione di carenza del personale, proseguono i sindacalisti della Fp, è anche la conseguenza di scelte miopi che da ultimo hanno portato il Ministero a bandire un concorso per Addetti all’Ufficio del Processo per i soli uffici del Tribunale e non anche per le Procure, con il risultato che a Treviso sono arrivati più di 30 nuovi lavoratori distribuiti solamente nel Tribunale ma non in Procura.

“La nave della giustizia penale quindi ha il suo comandante, i suoi ufficiali, ma per il resto si ritrova, con poco equipaggio, a navigare a vista nella tempesta della giustizia trevigiana”, chiosa Alzetta.
“Ci chiediamo – aggiungono Viviano e Alzetta – come si possano assistere un procuratore e 12 sostituti procuratori con una carenza di organico così drammatica, dovendo assicurare allo stesso tempo tutti gli altri servizi e uffici come le spese di giustizia, il dibattimento, le esecuzioni penali, il personale, il casellario giudiziario, gli sportelli per il pubblico.

Molteplici sono stati gli attestati di stima da parte di comuni cittadini che chiedono a noi lavoratori di andare avanti, perché si rendono conto che a farne le spese, in questa situazione, sono proprio loro, in quanto non può esserci una giustizia al servizio dei cittadini e della comunità trevigiana se si svuotano gli uffici pubblici del personale amministrativo.

La sicurezza delle nostre strade, delle nostre città, dei nostri quartieri dipende anche da una Procura capace di rispondere con prontezza alle segnalazioni di fatti potenzialmente rilevanti sul piano penale e tutto questo richiede anche un numero adeguato di personale amministrativo al fianco dei pm”.

“Per tamponare la situazione attuale si potrebbe attivare un interpello straordinario, una mobilità da altre amministrazione o delle convenzioni, ad esempio con il Tribunale, per la gestione in comune di alcune incombenze – concludono Alzetta e Viviano.
Auspichiamo inoltre un intervento del Presidente della Regione così come dell’Anci Veneto per voce del suo Presidente Mario Conte, consapevoli che i problemi della nostra città sono gli stessi di tutti gli uffici giudiziari del Veneto e che sarebbe utile da parte delle istituzioni venete un’azione di sensibilizzazione e richiamo di Roma”.

I lavoratori il 31 maggio si riuniranno in assemblea per deliberare le azioni necessarie per continuare a richiamare il Ministero sul rispetto delle previsioni della pianta organica dei lavoratori.

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