Veneto

Prime reazioni al Dpcm/Dal Tecnobar&Food critiche alla chiusura anticipata dei locali

Prime reazioni al nuovo Dpcm ufficializzato la scorsa notte dal Premier Conte.
Dal palco di Tecnobar&Food Special Edition, che si sta tenendo alla Fiera di Padova, il presidente nazionale dell’Associazione Italiana Barmen e Sostenitori (Aibes), Angelo Donnaloia, che ha voluto sottolineare tutte le preoccupazioni della categoria a fronte del nuovo Dpcm.
«E’ giusto avere delle precauzioni e fare prevenzione, ma proprio per questo limitare gli orari di apertura dei locali rischia di aumentare il rischio di assembramenti».
Donnaloia lo ha detto in occasione di una tavola rotonda organizzata all’interno dell’evento, per parlare del presente e del futuro di questo settore.

«I contagi stanno aumentando – ha spiegato Donnaloia – e noi veniamo da un periodo in cui ci siamo trovati scoperti, intervenire è doveroso.
Tuttavia, se al posto di limitare gli orari, gli stessi venissero prolungati, siamo convinti che in questo modo potrebbe essere garantito un maggiore distanziamento.
Mettiamo più controlli, ma non limitiamo gli orari: con le chiusure anticipate il rischio è quello di avere più assembramenti anche perché la gente ha voglia di uscire ed è comprensibile.

Al tempo stesso, però, noi possiamo garantire sicurezza: prolunghiamo gli orari di lavoro e attuiamo un sistema prenotazione ma non limitiamo le aperture, il rischio è proprio quello di incentivare le aggregazioni».
Un nuovo lockdown avrebbe un impatto economico importante. «La nostra categoria è stata colpita maggiormente dalle chiusure – aggiunge il presidente Aibes – ma a risentirne è stato soprattutto il turismo: è stata tolta una fetta importante di economia all’Italia. Facciamo molta attenzione alle prossime scelte».

E in questo senso non manca un riferimento anche alla responsabilità diretta per i gestori se i clienti non rispettano le norme: «Il gestore non può fare il poliziotto – dice ancora Donnaloia – serve aiuto anche in questo, lo Stato può mettere a disposizione delle figure preposte, magari individuandole tra chi ha perso il lavoro».
Immancabile, quindi, lo sguardo al futuro. «Il nostro lavoro è cambiato molto – conclude il presidente Aibes – e molto cambierà ancora, resterà invariata la nostra energia che alla fine sarà la nostra arma vincente».

Sulla stessa scia Roberto Pellegrini, fiduciario Aibes Veneto e Trentino Alto Adige.
«I provvedimenti che sono stati assunti – ha spiegato – inevitabilmente sono legati alla situazione che si è creata nell’ultimo periodo. Siamo consapevoli che ci saranno delle limitazioni: ci auguriamo che presto possa esserci una nuova primavera in tutti i sensi. E’ un concetto che abbiamo legato anche al nostro concorso al quale abbiamo abbinato uno stato d’animo particolare, ovvero “un nuovo mondo per una nuova primavera”: è un modo per sfatare l’attuale situazione, noi tutti speriamo in un domani migliore».

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