Veneto

Precipitazioni scarse nei primi due mesi dell’inverno 2021/22 in Veneto. La tendenza per i prossimi giorni

L’inverno come noto rappresenta la stagione mediamente meno piovosa per la nostra regione, con i due mesi di gennaio e febbraio, in particolare, che risultano anche i mesi in media più asciutti dell’anno. Osservando però le precipitazioni complessive, registrate negli ultimi tre decenni durante il trimestre dicembre-gennaio-febbraio, si nota comunque un andamento assai variabile: si sono infatti alternate annate particolarmente asciutte, come ad esempio gli inverni 1998/1999, 1999/2000, 2011/2012 e 2016/2017, e altre al contrario molto umide e ricche di apporti pluviometrici come nel 2013/2014, 2020/2021 e 2008/2009.

La stagione invernale di quest’anno si sta dimostrando piuttosto asciutta rispetto alla norma: nei primi due mesi, dicembre 2021-gennaio 2022, sulla regione sono caduti infatti la metà circa dei quantitativi normali (72 mm circa contro i 141 mm della media calcolata a partire dal 1994/1995).
Questa prima parte dell’inverno non rappresenta comunque un andamento eccezionalmente scarso di precipitazioni rispetto al passato: altri bimestri anche più secchi di quest’anno si sono registrati infatti già 7 volte negli ultimi 28 anni.

La tendenza meteo per i prossimi giorni
I primi dieci giorni di questo mese di febbraio 2022 stanno per concludersi senza alcun apporto pluviometrico su tutto il territorio regionale.
Dopo i frequenti afflussi di correnti settentrionali che hanno investito le Alpi in questi ultimi giorni che risultano notoriamente secchi sul nostro versante meridionale, su gran parte dell’Europa si va infatti riaffermando un nuovo campo di alta pressione: questo renderà quindi ancora stabile e senza precipitazioni il tempo anche sulla nostra regione, almeno fino a parte di venerdì 11.
Verso la fine della settimana infatti è probabile un cedimento dell’area anticiclonica, nel frattempo spostatasi verso il Mediterraneo orientale, per l’arrivo di una modesta perturbazione di origine nord-atlantica, i cui effetti però potrebbero risultare assai marginali sul Nord-Est.

Un altro possibile impulso perturbato potrebbe interessare il nord d’Italia nei primi giorni della prossima settimana ma le conseguenze al momento risultano ancora piuttosto incerte.

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