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Parte dei gioielli sequestrati

Portogruaro/Concordia S./La GdiF scopre laboratorio che falsificava orologi e gioielli e li rivendeva anche attraverso televendite e internet

La Guardia di Finanza di Portogruaro, in collaborazione con il Nucleo Speciale Beni e Servizi del Corpo – Sezione SIAC di Roma, ha concluso un’indagine nei confronti di un’impresa di Concordia Sagittaria che, sconosciuta al fisco, ha portato al sequestro di 11.501 pezzi tra preziosi e orologi, nonché alla segnalazione all’Agenzia delle Entrate di Venezia di un importo, sottratto all’imposizione, di oltre 300.000,00 euro.

Nonostante fosse “legalmente” cessata dal 2016, la ditta ha, di fatto, continuato ad operare tramite un proprio sito internet, regolarmente pubblicizzato attraverso i più importanti social media.
Gli approfondimenti investigativi, condotti su delega della Procura della Repubblica di Pordenone, hanno permesso di accertare che la società di e-commerce continuava ad essere esercitata dalla titolare, con l’ausilio di una collaboratrice, direttamente dalla propria abitazione.

Nel corso dell’operazione denominata “fake jewelry”, che ha portato alla perquisizione dell’immobile di proprietà della rappresentante legale, veniva individuato, all’interno del locale di pertinenza adibito a garage, un vero e proprio laboratorio per la lavorazione artigianale dei gioielli sui quali veniva puntualmente apposto il marchio contraffatto, ciondolo e simili, mentre, all’interno della stessa abitazione, emergeva una stanza adibita a studio televisivo, con tanto di attrezzature e telecamere professionali per la registrazione di vere e proprie televendite che finivano in rete su youtube.

L’attività di polizia giudiziaria ha permesso di rinvenire, all’interno dei locali controllati, numerose etichette e articoli con gli emblemi del marchio Chanel contraffatti, nonché diversi accessori di abbigliamento, borse, orologi con custodia e garanzia, custodie vuote per gioielli e orologi, bracciali, anelli e collane tutti recanti il marchio contraffatto di note griffe quali Chanel, Louis Vuitton, Rolex, Cartier, Bulgari, Patek Philippe, Versace, Dolce&Gabbana, Dior ed Hermes.

I finanzieri, oltre a sottoporre a vincolo giudiziario le etichette e gli accessori di abbigliamento così rinvenuti, acquisivano anche tutta la documentazione amministrativo-contabile riconducibile alla ditta controllata, la cui analisi permetteva di accertare l’omessa presentazione delle dichiarazioni dei redditi per gli anni d’imposta dal 2014 al 2019.

Le due donne sono state segnalate all’A.G. di Pordenone per i reati di “Introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi” e “ricettazione”, mentre la titolare dell’impresa è stata segnalata, altresì, all’Agenzia delle Entrate di Venezia per il recupero a tassazione delle somme occultate al fisco pari a oltre 300.000,00 euro.

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