Pordenone

Pordenone/La finta Onlus dove si giocava a softair: 3 indagati e sequestrati beni per 560 mila euro

La Guardia di Finanza di Pordenone ha condotto indagini disposte dalla locale Procura della Repubblica (sostituto procuratore Carmelo Barbaro) nei confronti di un’associazione di volontariato no profit, dalle quali è emerso che la stessa, formalmente dedita al volontariato in ambito di “Protezione Civile”, in realtà conduceva, da anni, esclusivamente attività ludico/sportive, anche a scopo di lucro.

Tanto che nemmeno durante il periodo emergenziale dovuto alla pandemia, persone, mezzi e strutture della Onlus hanno fatto qualcosa in questo campo, nonostante la Protezione Civile del Friuli Venezia Giulia sia stata coinvolta fin da subito, con tutte le sue risorse (volontari e non).
Per contro, durante la pandemia, nella sede dell’Associazione, realizzata anche con finanziamenti pubblici, si giocava tranquillamente a “softair” (La simulazione di guerra con armi che sparano pallini innocui).

Anzi, personale associato all’Ente come “volontario di Protezione Civile” svolgeva in realtà attività di lavoro dipendente esclusivamente a favore dell’Associazione e retribuito con “rimborsi” fittizi.

Una storia che andava avanti da anni, quella della falsa Onlus pordenonese che era riuscita a percepire finanziamenti pubblici, erogati dalla Regione e da altri Enti pubblici, per la bellezza di 560.000 euro.

Inoltre, come soggetto “ONLUS”, l’associazione ha fruito indebitamente, per anni, del contributo pubblico, per un importo complessivo di 26.500 euro, riferibile al “5×1000”, destinato agli Enti che svolgono attività “socialmente rilevanti”.

Alla conclusione delle indagini, risultano indagate dall’Autorità Giudiziaria tre persone, succedutesii nel tempo nella rappresentanza legale e nella gestione dell’associazione, per il reato di truffa ai danni dello stato, nonché l’ente stesso per la responsabilità amministrativa.

L’inchiesta ha ora portato la Corte dei Conti del Friuli Venezia Giulia a disporre il sequestro conservativo per un importo di 560.000 euro, pari all’importo dei finanziamenti indebitamente percepiti;
la Regione ha invece già disposto la cancellazione dell’Associazione dal “registro generale del volontariato organizzato”;
l’Agenzia delle Entrate ha escluso l’Associazione dall’elenco dei beneficiari del riparto del cinque per mille dell’IRPEF, avviando il recupero dei contributi indebitamente percepiti in passato.

Inoltre la stessa Agenzia delle Entrate, proprio per l’assenza di attività di tipo pubblicistico e la presenza di attività lucrative che ne avevano fatto venir meno i presupposti per poter essere considerata un Ente no profit, emetteva, nei confronti della ONLUS, avvisi di accertamento per complessivi 393.000 euro (di cui 204.000 per imposte non pagate e 189.000 per sanzioni).

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