Pordenone

Pordenone/Il Prof Galiano chiede a Ciriani di scusarsi

E’ una lettera dura, pesante, anche se potrebbe non sembrarlo per i toni molto educati, quella che lo scrittore Enrico Galiano rivolge stamani al sindaco della sua città, Pordenone.
Una lettera aperta, pubblicata su Facebook e che in tre quarti d’ora ha già raccolto un centinaio di commenti e oltre un migliaio di faccine varie.

Galiano è, del resto, personaggio noto: per i suoi libri, ma anche per essere stato inserito tra i 100 migliori insegnanti di scuola d’Italia e per la Webserie da oltre 20 milioni di visualizzazioni “Cose da Prof”.

Tornando alla lettera, eccola qui sotto integrale, con una precisazione che è doverosa: la manifestazione cui fa riferimento Galiano in piazza XX Settembre è stata quella dei commercianti contro le chiusure, organizzata da Ascom Confcommercio e non dal Sindaco che pur vi partecipò.

“Caro Sindaco
Mi chiamo Enrico, sono un insegnante e uno scrittore e sono nato nella città che Lei amministra.

Le scrivo perché mi sono accorto di una cosa, stamattina: i contagi nella sola provincia in cui io e Lei viviamo sono aumentati di ben 256 casi in sole 24 ore. Sono tanti, vero?
Lei dirà: lo so, caro amico, non me ne parli! Brutta, brutta situazione!

Sono d’accordo.

Se le scrivo però è anche perché mi sono ricordato che pochi giorni fa – proprio pochi – esattamente il 28 ottobre, Lei ha organizzato una manifestazione in piazza in cui sono arrivate più di duemila persone.

Era una manifestazione per protestare contro le restrizioni eccessive promulgate proprio in quei giorni.

Io ho visto le foto di quella manifestazione il mattino dopo: e la mia prima impressione, il primo pensiero a caldo ricordo che era stato: questi sono pazzi.
Una pandemia in corso e duemila persone nella stessa piazza?

Che poi Lei conosce meglio di me quella piazza: non è esattamente Piazza Duomo.
Anche a fare i bravi, è molto difficile non servire al virus un bel po’ di contagi su un piatto d’argento.

Ora guardo il grafico (glielo metto qui sotto, così può darci un’occhiata anche Lei) ed è davvero impressionante notare una cosa: il 28 ottobre i contagi erano circa 1500, dopo quel giorno hanno visto una forte impennata e adesso sono più che raddoppiati.

Certo: è sicuramente la natura di questo virus malefico.
Certo, anche in altre parti d’Italia va più o meno così.

Ma penso non Le serva il mio contributo per capire che, riunire 2000 persone in una piccola piazza durante una pandemia, forse è stato un errore.

Per cui mi chiedevo – ed è proprio per questo che Le scrivo – se per caso non Le andasse di chiedere scusa.

Sì, lo so che da queste parti è una parola più difficile da pronunciare di acido desossiribonucleico.

Ma Le farebbe onore andare controcorrente prendere un cellulare, aprire l’applicazione video, schiacciare REC e dire in favore di fotocamera: “Scusate ragazzi, ho fatto una cazzata”.

Che non riparerebbe niente eh.
I contagiati non guarirebbero e i morti – se mai ce ne dovessero essere in conseguenza di quella manifestazione – non resusciterebbero.

Però credo che Lei ci farebbe finalmente una bella figura da persona seria, illuminata, coscienziosa e consapevole.

Con affetto,
Enrico Galiano

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