Pordenone

Pordenone/Il nuovo parco urbano di Via F.lli Bandiera

Il profilo di Pordenone cambia di mese in mese e va incontro agli obiettivi dell’agenda 2030 con un programma di riqualificazione urbana mirato ad una decostruzione selettiva che fa posto ad un crescente verde urbano.

Il prossimo passo dell’amministrazione Ciriani è tanto ambizioso quanto rivoluzionario, capace di ridisegnare i confini e i collegamenti della città verso un futuro più inclusivo, intelligentemente abitabile e ramificato, collegato stabilmente alla periferia con assi ciclopedonabili che daranno respiro al centro urbano.

Parliamo dell’area lungo Via F.lli Bandiera, laterale di Viale Cossetti, attualmente a carattere pedonale, adiacente al parco della scuola dell’infanzia comunale di Viale Franco Martelli e all’area verde del condominio sito in Viale Cossetti, a breve distanza dal parco Galvani.

Questa vicinanza permetterà la creazione di una continuità tra il parco già esistente e questa nuova area verde, costituendo quindi un ottimale incentivo alla mobilità lenta e all’avvicinamento verso il centro di Pordenone.
La conversione di un’area attualmente ad uso abitativo ad area verde pubblica è quanto di più concreto dimostri la volontà di Sindaco e Giunta di raggiungere con tutti i mezzi a disposizione i gols dell’agenda di transizione ecologica 2030, che mira alla neutralità climatica della città entro il 2050 puntando alla conversione del suolo da edificato ad area verde, così da migliorarne le condizioni microclimatiche.

Verrà creato, nel cuore pulsante del centro di Pordenone, un “giardino segreto” laddove c’era solo cemento, trascuratezza e fatiscenza, andando a de-costruire invece che costruire e a riscoprire una roggia che attualmente è interrata, donando nuova vita ed energia alla città di Pordenone e ai suoi abitanti.

«La volontà dell’amministrazione comunale –interviene il sindaco Ciriani, a cui si deve l’idea e l’iniziativa del parco- è di acquisire l’area di proprietà privata, decostruirla e creare al posto degli edifici fatiscenti, abbandonati da anni e di nessun interesse paesaggistico, un’area verde di fruizione pubblica con molteplici finalità.

Un nuovo parco urbano che migliori la qualità di vita della zona e di tutta la città, che sia di interesse didattico per lo studio della biodiversità che lì sarà insediata, che funga da oasi felice di ristoro e riconnessione con la natura e da ponte tra i grandi lavori che stanno attraversando Pordneone in questi ultimi anni della nostra amministrazione.

Si sta delineando un profilo nuovo della città e la matita usata per disegnarlo è verde. Riuscite anche voi a vedere sempre più chiaramente l’asse che attraversa periferie e centro, da via Udine a Rorai Grande, passando per Borgomeduna, via Cappuccini, Torre…e costruita su parchi, percorsi ciclopedonabili e sentieri verdi? Perché questa è la nostra volonta: decostruire e riforestare al servizio dei cittadini e delle nuove generazioni».

Si parla negli ultimi anni sempre più spesso di de-crescita felice, andando a connotare quest’espressione di privatezze invece che di soluzioni per arricchire l’esistente.
Ebbene, con questa proposta l’amministrazione Ciriani dimostra di aver applicato la giusta versione della decrescita nell’articolazione felice di togliere che è arricchire, un rinnovamento urbanistico di riqualificazione sostenibile con il verde urbano.

L’intervento, che una volta espletate le trafile burocratiche prevede per l’esecuzione dei lavori circa 180 giorni, è stato presentato alla stampa oggi anche in felice concomitanza con l’adesione da parte del comune di Pordenone alla campagna nazionale “M’illumino di Meno”, che punta quest’anno ai concetti di “pedalare, rinverdire, migliorare” e che ben si inserisce nei progetti già attivati del PUMS, del Biciplan e della rigenerazione urbana, con quest’ultimo esempio di riforestazione.

Con l’acquisizione e il recupero di questi immobili, il Comune di Pordenone intende realizzare un’area verde pubblica che si va ad aggiungere alle aree verdi fruibili dalla comunità pordenonese.
«Questo tipo di conversione -spiega l’assessore all’Ambiente del comune di Pordenone Monica Cairoli- è sicuramente il primo caso di rinaturalizzazione di ambiente urbano su larga scala ed è destinato a diventare un modello da perseguire da qui in avanti, poiché coerente con gli obiettivi agenda 2030.

La realizzazione di quest’opera si inserisce all’interno delle strategie di rivoluzione verde e transizione ecologica andando a portare notevoli e numerosi benefici ai cittadini e alla fruibilità del centro di Pordenone. Il progetto infatti prevede la realizzazione di un’area verde hub di biodiversità ed educativa, recuperando così circa 250 m2 di suolo attualmente coperto da vecchi edifici fatiscenti e liberando ulteriori circa 1400 m2 di area verde per destinarli a dimora di piante arboree, arbustive ed erbacee principalmente autoctone, affinché possano fungere da riserva di depurazione di CO2 atmosferica.

Verranno realizzate attività laboratoriali rivolte alle scuole elementari che potranno essere teatro per concorsi a tema verde. Prevediamo di realizzare inoltre una struttura prefabbricata, una sorta di gazebo, al centro dell’area che possa fungere da hub di conoscenza del territorio, degli ecosistemi e degli aspetti naturalistici dell’area per tutte le fasce di età».

La grande lungimiranza e la volontà espressa innanzitutto dal sindaco di Pordenone Alessandro Ciriani sono state quelle di tradurre in progetto subito cantierabile -poiché sostenibile all’interno dei fondi regionali nell’ambito della “Concertazione delle politiche di sviluppo tra la Regione e gli Enti locali” grazie alla Legge Regionale 24/2021 e in particolare alla parte che concerne la “Rivoluzione verde e la transizione ecologica”- la visione di una città green e attenta al futuro sostenibile, sensibile nei confronti dei suoi cittadini e delle generazioni future.

«La variante generale al Piano regolatore approvata nel 2021 -sottolinea l’assessore all’Urbanistica del comune di Pordenone Cristina Amirante- ha individuato nel perimetro del proprio territorio 4 aree di rigenerazione urbana a modifica morfologica, ovvero zone della città che per loro configurazione edilizia sono una concentrazione di edifici con carenze energetiche e una cementificazione elevata dei terreni.

Il piano di rigenerazione urbana di radicale trasformazione di queste aree porterebbe ad una rigenerazione urbana dell’intero isolato che le costituisce, innescando così nuovi cicli di vita sociale, economica e culturale in aree chiave della città.

Nel piano di decostruzione presentato oggi, il Comune ha scelto di implementare il patrimonio a verde, demolendo senza ricostruire, alleggerendo via Fratelli Bandiera da costruzioni degradate e allargando la viabilità a favore di una migliore permeabilità di pedoni e biciclette, che potranno usufruire di nuovi spazi di collegamento tra piazza Risorgimento e viale Martelli, grazie alla valorizzazione di un verde esistente e una riqualificazione di via F. Bandiera, al fine di generare un nuovo utilizzo e una nuova frequentazione dei cittadini e dei visitatori di spazi pubblici prima inesistenti, valorizzando altresì il contesto, con nuovi servizi, nuova illuminazione, maggiore sicurezza».

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