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Pordenone/Il Giorno della Memoria tra cerimonie e testimonianze

Senza la presenza di pubblico per l’emergenza Covid, le cerimonie del Giorno della Memoria si sono svolte nel silenzio rotto dal “Silenzio” degli squilli di tromba, quelle celebrate oggi in città per rammentare e tramandare il ricordo delle vittime dell’Olocausto.

Corone sono state poste al Monumento del Deportato in piazza Maestri del Lavoro e alla targa commemorativa nel cortile dell’ex Provincia in Corso Garibaldi. Le corone, tra il gonfalone comunale e i labari dell’ANED e dell’ANPI , sono state posate dal sindaco Alessandro Ciriani, con il prefetto
Domenico Lione, l’assessore regionale Tiziana Gibelli, Eliseo Moro presidente dell’ANED.

Inoltre, alle due cerimonie sono intervenuti il consigliere comunale e regionale Alessandro Basso, un rappresentante dell’ANPI e la preside del Leopardi –Majorana Rossana Viola in rappresentanza dell’istituto scolastico
che ha promosso la posa, delle “pietre d’inciampo” , davanti all’ospedale civile dedicate, quest’anno a Bruno Barzotto e Anto Zilli, giovani medici tirocinanti vittime della barbarie.

Il Giorno della Memoria è proseguito in sala consiliare con gli interventi e riflessioni di autorità e testimoni, registrati e caricati sul sito all’indirizzo comune.pordenone.it/memoria.
Per il sindaco Alessandro Ciriani “ la Memoria non deve essere considerata un rituale, una circostanza occasionale, ma deve essere ricordata tutti i giorni e per tale ragione le numerose iniziative che abbiamo organizzato servono a stimolare le istituzioni, il mondo della scuola, i cittadini al fine di
conservare e custodire il senso profondo delle cerimonie per irrobustire gli anticorpi contro il male e contro la paura.

Son convinto che l’Occidente sia stato ampiamente vaccinato e che non ci sia la preoccupazione del fantasmi del passato…. e se vogliano onorare veramente il ricordo delle vittime .. la Memoria deve essere una pagina viva quotidianamente” Eliseo Moro, presidente dell’ANED, auspica che la “…..la nuova modalità consenta di raggiungere anche le persone che di solito non partecipano alle cerimonie, e far ricordare lo sterminio, del popolo ebraico, le leggi raziali, la persecuzione italiana degli ebrei, i deportati, i diversi e i morti nei lager.. e indurre alla riflessione per cercare di capire perché l’indifferenza, intelligenze e capacità sono state messe a disposizione del terrificante progetto di sterminio….”

Testimonianze sono state portate da Elio Cabib della Comunità Ebraica di Trieste che evocando due imperativi della Torah, – ricorda e custodisci- il Giorno della Memoria serve per stimolare a riflettere sull’antisemitismo, sulla storia che l’ha generato .. per trarre insegnamenti da quella esperienza dolorosa e terribile….. poiché anche oggi ci sono …..situazioni tragiche che si consumano nel silenzio.

Ed infine nel video on line, ha portata la sua testimonianza Daniel Vogelmann, direttore e fondatore de La Giustina, casa editrice specializzata in cultura ebraica, figlio di un sopravvissuto della Shoah, attraverso i ricordi frammentati delle esperienze di vita di suo padre.

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