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Polizze assicurative con sorpresa/Tutela legale si, ma solo se si è imputati: la beffa patita da un 71enne

Resta coinvolto, come parte lesa, in un tragico incidente in cui perde la vita una persona, è costretto, suo malgrado, ad affrontare un lungo e costoso procedimento penale nominando un avvocato e un perito tecnico, alla fine le indagini confermano che non ha alcuna responsabilità e viene risarcito di tutti i danni fisici e materiali subiti, ma l’assicurazione non gli riconosce le spese legali e di causa perché non era imputato.

Non si tratta di grandi cifre, parliamo di 4-5mila euro, non pochi per un normale cittadino (Ma un nonnulla per una compagnia assicurativa), ma è una questione di principio, che peraltro interessa migliaia e migliaia di utenti della strada, quella posta da un (oggi) settantunenne di Osoppo, in provincia di Udine, e da Studio3A che lo assiste: quella relativa alla “tutela legale”. Da più parti si consiglia a chi stipula una polizza Rc-Auto di attivare anche questa garanzia accessoria che garantisce – o meglio dovrebbe garantire – anche la copertura delle spese che un assicurato debba sostenere in caso occorra una perizia tecnica o la tutela di un avvocato.

Ed è esattamente quello che si è ritrovato a dover affrontare il settantunenne l’indomani del terribile incidente occorso nel giugno 2019 a Venzone, sulla Strada Statale 13. L’automobilista stava tranquillamente procedendo per la sua strada sulla sua Ford Focus quando all’improvviso una oggi cinquantacinquenne di Tolmezzo, alla guida di una Fiat Punto, ha invaso la corsia opposta scontrandosi con la sua vettura e travolgendo la moto di un sessantanovenne di Attimis, che a causa dell’impatto è deceduto.

La Procura di Udine, attraverso il Pubblico Ministero dott.ssa Maria Caterina Pace, da prassi ha aperto un procedimento penale per omicidio stradale e lesioni personali stradali indagando la conducente della Punto, mentre il guidatore della Focus è stato giustamente inserito tra le parti offese, unitamente ai congiunti della vittima, avendo riportato anche pesanti lesioni fisiche oltre ai danni materiali alla sua macchina. 

Questo però ha comportato la necessità di nominare un legale e anche un ingegnere cinematico come consulente di parte nell’accertamento non ripetibile disposto dal Sostituto Procuratore per ricostruire dinamica, cause e responsabilità del sinistro, e che non ha fatto che confermare l’esclusiva responsabilità dell’automobilista che ha invaso la corsia opposta.

Per essere risarcito, il 71enne si è affidato a Studio3A-Valore S.p.A. che ha ottenuto in via stragiudiziale per lui una congrua liquidazione dalla compagnia di assicurazione del veicolo di controparte.

Il danneggiato, peraltro, aveva opportunamente attivato anche la garanzia “tutela legale” e quindi sono state richieste anche le spese legali e di causa sostenute alla compagnia che gestisce questa “sotto-polizza”, Arag, la quale però – ed è qui il nodo del contendere – si è rifiutata di riconoscerle. 

Motivo? Secondo la sua interpretazione del contratto che, al solito, non è un certo un modello di chiarezza, l’indennizzo sarebbe stato dovuto solo nel caso in cui il settantunenne fosse stato imputato nel processo, ma non, come nella fattispecie, parte lesa.

A nulla sono valse le forti obiezioni di Studio3A che ha fatto invece notare come in realtà il contratto preveda la copertura delle spese dell’attività penale in generale, senza distinzione della qualità di indagato/imputato e di persona offesa, e come una clausola preveda esplicitamente anche il rimborso per quegli “accertamenti non ripetibili occorrenti all’assicurato per la difesa dei suoi interessi in sede stragiudiziale e giudiziale”. Arag è rimasto fermo nella sua posizione e si sarà costretti ad un’ulteriore azione legale per ottenere la somma dovuta.

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