Treviso

Polfer/Ubriaco in treno, senza mascherina, all’arrivo in stazione tenta la fuga tra i binari

Un arrestato per furto aggravato, 14 indagati a vario titolo, 2.600 persone controllate, 256 servizi di vigilanza nelle stazioni, di cui oltre una decina i servizi antiborseggio, attuati in abiti civili: è questo il bilancio dei controlli effettuati, nei primi 8 giorni di dicembre, dal personale del Compartimento Polizia Ferroviaria per il Veneto.

Nella Stazione di Venezia-Mestre, gli agenti della Polizia Ferroviaria hanno arrestato un 23enne che, poco prima, a bordo di un convoglio, si era reso responsabile di furto aggravato ai danni di un viaggiatore.
Il giovane, infatti, avvicinatosi alla vittima, le aveva strappato di mano il cellulare, impossessandosene.

Nello scalo di Castelfranco Veneto, invece, gli operatori della Polizia Ferroviaria hanno indagato un 31enne per resistenza a Pubblico Ufficiale e per danneggiamento.
In particolare, una pattuglia è intervenuta all’arrivo in stazione di un convoglio proveniente da Montebelluna, a bordo del quale era stata segnalata la presenza di un viaggiatore privo di mascherina e in stato di ebrezza. Invitato dagli agenti a scendere, l’uomo, manifestando fin da subito un atteggiamento poco collaborativo, dapprima ha iniziato a gettare i propri bagagli sul marciapiede e subito dopo si è dato a precipitosa fuga lungo i binari, salvo poi ritornare, di lì a poco, in stazione e picchiare con i pugni su tutte le porte.
Fermato e accompagnato in ufficio, grazie anche all’aiuto dei Carabinieri, l’uomo, in stato di alterazione alcolica, ha sferrato una violenta testata alla vetrata, mandandola in frantumi.

Il personale della Polizia Ferroviaria di Padova ha segnalato per ricettazione un giovane, trovato in possesso di una bicicletta risultata rubata: l’uomo è stato fermato nello scalo patavino mentre, in sella al velocipede, correva lungo i binari, in modo imprudente, cercando di fermare un treno regionale appena partito.
Interrogato in merito al possesso della bicicletta, una costosa mountain bike per professionisti, non ha saputo fornire alcuna spiegazione plausibile.
Gli accertamenti della Polizia Ferroviaria hanno poi consentito di restituire la bici al legittimo proprietario.

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