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Polemiche per l’abbandono del Polo Tecnologico di Pordenone da parte di Insiel

“Il divorzio tra Insiel e Polo tecnologico di Pordenone getta un’ombra sull’operato della Regione Friuli Venezia Giulia, che sembra non esercitare un ruolo guida sull’operato delle sue società partecipate.
È davvero assurdo che due realtà aventi non solo lo stesso padrone, ma anche la stessa vocazione all’innovazione e allo sviluppo tecnologico del tessuto imprenditoriale e sociale del Fvg, invece di lavorare in sinergia si separino”.

Lo afferma in una nota il consigliere regionale Nicola Conficoni (Pd), ricordando di aver presentato un’interrogazione “sulla chiusura della sede di Insiel Spa nel Polo Tecnologico di Pordenone.

Un’assurdità – sottolinea ancora – a maggior ragione perché Insiel, dopo avere chiuso la sede nel Polo tecnologico di Pordenone, non si trasferirà in un altro immobile della Regione, ma prenderà in affitto da un privato alcune postazioni di coworking”.

“Nell’espansione del Polo tecnologico – aggiunge il rappresentante dem – sono state investite ingenti risorse e presto verranno messi a disposizione nuovi spazi per le start-up che vorranno insediarsi nell’incubatore, eccellenza del territorio”.

“Che proprio in questo momento – conclude Conficoni – una società come l’Insiel, completamente partecipata dalla Regione, lasci la sede della Comina, non è certo un bel segnale. Dopo lo sfratto di alcune associazioni da villa Carinzia, la trascuratezza che la Giunta Fedriga sta dimostrando nella gestione del suo patrimonio nel Friuli Occidentale si arricchisce di un ulteriore capitolo”.

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