Veneto

Piste da sci deserte. Un gennaio difficile per impiantisti e albergatori. Lavoro solo nel weekend

Piste da sci deserte questa mattina.

Gli alberghi e le seconde case si sono svuotate tra venerdì e domenica e il turismo invernale segna il passo.
Fino a ieri molti turisti hanno affollato le piste da sci e gli operatori sono rimasti abbastanza soddisfatti per le frequentazioni anche se raffrontando i dati attuali con la stagione 2019, pre-covid, c’è un -10/15% a causa dell’assenza di stranieri.

Da quest’oggi inizia fino ai primi di febbraio un periodo di bassa stagione con sky pass scontati ma per gli impiantisti ad incidere pesantemente sono i costi dell’energia elettrica alle stelle.
Gli impianti di risalita sono energivori e le attuali presenze non sono sufficienti a colmare i costi di gestione.

Secondo le associazioni degli albergatori molte strutture sono vuote, ci sono grandi alberghi che pensano di chiudere qualche settimana in attesa di febbraio e marzo, quando si spera nelle settimane bianche. Nel frattempo a tenere in vita il turismo invernale ci saranno solo quelli del fine settimana. Presenze insufficienti tali da costringere anche alcuni rifugi all’apertura solo il venerdì, sabato e domenica.

Questa mattina abbiamo fatto un tour sulle piste sfruttando le webcam dove spiccano gli impianti di risalita vuoti e le piste deserte.

Da quest’oggi, 10 gennaio, in base al decreto del 31 dicembre 2021, il super green pass è obbligatorio per chi utilizza gli impianti a fune.
Inoltre, c’è il recentissimo rinnovo dell’ordinanza sull’uso delle mascherine ffp2.

Quindi si potrà accedere agli impianti, sia aperti che chiusi, solo con la doppia vaccinazione o la guarigione da meno di 6 mesi.

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