Treviso

Piaghe emergenti/Nuovo caso di caporalato nella Marca

Una nuova inchiesta dei carabinieri porta alla luce un altro caso di caporalato nel trevigiano.

I militari della Stazione di Roncade e del Nucleo Ispettorato del lavoro, all’alba di oggi, giovedì 7 maggio, hanno eseguito 4 misure cautelari nei confronti di stranieri accusati di sfruttare 10 pakistani.

A finire nei guai, due donne e altrettanti uomini che avrebbero dirottato illecitamente nei campi trevigiani, una decina di pakistani senza permesso di soggiorno (tra loro anche minorenni) che per questo venivano sfruttati quando non minacciati.
Ad usufruire della manodopera illegale a basso costo era un’azienda agricola della Marca.

Eterogeno il gruppetto di sfruttatori, due dei quali rintracciati in Umbria: si tratta di una 50enne trevigiana, una spagnola di 32 anni e due pakistani rispettivamente di 31 e 32 anni: due coppie di fidanzati.

Per lavorare nei vigneti, gli stranieri venivano pagati anche solo con ricariche telefoniche e sigarette, mentre gli alloggi erano privi di luce e riscaldamento, e per dormire per terra erano costretti a pagare 100 euro al mese (200 se riuscivano ad avere un letto).

Vere e proprie condizioni di schiavitù condite da minacce se qualcuno osava ribellarsi.
La più ricorrente era la denuncia perchè irregolari e dunque il rischio di rimpatrio immediato.
Un pakistano che aveva accettato di fare da traduttore per i carabinieri si era invece visto l’auto andare a fuoco.

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