Per Andrea Zanoni: “conti sempre più in rosso per la Pedemontana Veneta”

Zanoni candidato alle europee dell’8 giugno per il Partito Democratico: “I dati sui pedaggi della Pedemontana dei primi mesi del 2024 smentiscono la regione e fanno presagire nuovi tagli. Anche l’apertura del nuovo tratto non ha aumentato il traffico. Propongo che si crei un tavolo con la SIS per richiedere almeno il dimezzamento del canone. Le risorse risparmiate si potrebbero investire nella sanità pubblica”.
“La Superstrada Pedemontana Veneta si conferma un pozzo senza fondo. I dati delle entrate da pedaggio dopo l’apertura dell’ultimo tratto Malo-Montecchio Maggiore non rispettano le aspettative della maggioranza. Infatti l’assessore De Berti e la Presidente della commissione ambiente e infrastrutture Rizzotto, in passato avevano dichiarato che il traffico sarebbe aumentato considerevolmente a seguito dell’apertura i quest’ultimo tratto e di conseguenza anche le entrate. Invece i dati reali indicati negli atti che ho ricevuto dimostrano il contrario. Ciò significa che i costi della gestione della Pedemontana lieviteranno ulteriormente”. A dirlo è il Consigliere regionale PD Andrea Zanoni, candidato alle Europee nel Collegio Nord orientale, che ha ricevuto dalla Regione Veneto i dati richiesti sulle entrate da pedaggi.
“Nei primi due mesi del 2024 le entrate da pedaggio sono state inferiori a 7 milioni al mese. Se questa tendenza si confermerà anche nei prossimi mesi, il buco creato dalla Pedemontana annualmente per i prossimi 39 anni ammonterà a 220 milioni in media: 300 milioni in media di canone annuo pagato dalla Regione alla SIS meno 80 milioni circa di entrare l’anno da pedaggi.
Viste queste cifre, il debito complessivo al termine dei 39 anni sarebbe superiore agli 8 miliardi di euro”. Spiega il Consigliere del PD Veneto.
“Propongo che si crei un tavolo di trattiva con il privato facendo pesare i gravissimi ritardi nella costruzione dell’opera, la mancata realizzazione delle opere di compensazione e di mitigazione, il mancato pagamento dei 20 milioni di Iva che gli sono stati versati indebitamente e la cancellazione dell’esenzione del pedaggio per i cittadini dei 70 comuni trevigiani e vicentini interessati dall’opera”.