Treviso

Pellet non a norma: un fenomeno sempre più vasto. Denunciati due trevigiani

Era iniziata lo scorso giugno, l’operazione “Guasta Provvista”, finalizzata al contrasto, soprattutto nei mesi estivi, del diffuso fenomeno dell’illecito approvvigionamento dall’estero di pellet di legno con marchio di qualità ENplus® contraffatto oppure falsamente dichiarato come certificato.

La Guardia di Finanza aveva individuato una serie di operatori economici che proponevano pellet di quel tipo, proveniente perlopiù da produttori dell’Est Europa, sequestrando loro oltre 350 tonnellate di prodotto e due autobotti dotate di speciali sistemi di erogazione a destino.
Soprattutto, l’indagine aveva messo in mostra le vaste proporzioni di un fenomeno illecito in continua espansione, anche grazie ai prezzi estremamente contenuti, trattandosi di un eco-combustibile non sottoposto ad accisa.

Il mese scorso, l’operazione ha portato a nuove perquisizioni e sequestri svolte, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Rieti, nei confronti di un network di imprese, attive nelle province di Rieti, Terni ed Ancona, e di un italiano ritenuto a capo della frode commerciale, fittiziamente residente in Repubblica Slovacca.
L’uomo, già dal 2016, in qualità di rappresentante legale e socio unico di una società di diritto slovacco, aveva convogliato una grande mole di pellet non a norma nell’Italia centrale, in totale evasione d’imposta.
Questo nuovo intervento si è concluso con il sequestro di 60 tonnellate di pellet di produzione estera e tanta documentazione contabile ed extra-contabile utile alla ricostruzione del volume d’affari della società slovacca, di fatto da considerarsi fiscalmente un soggetto economico italiano.

Perno dell’indagine è stata la Rete: il monitoraggio degli annunci di vendita online del pellet ha portato alla scoperta dell’utilizzo improprio del marchio di qualità ENplus®.
In questo caso, sono state poste a sequestro oltre 85 tonnellate di eco-combustile di produzione estera, falsamente dichiarato conforme alla certificazione di qualità del legno ENplus®, nei confronti di due distinti operatori economici attivi nella provincia di Treviso, ed entrambi i rappresentanti legali sono stati denunciati alla competente Autorità Giudiziaria per il reato di frode nell’esercizio del commercio.

Situazione analoga per una società operante nella provincia di Vicenza, la quale, disponendo di un sito di stoccaggio di rilevante capienza, era dedita alla commercializzazione di pellet sfuso, falsamente certificato ENplus®.
Solo in questo caso sono state trovate 197 tonnellate di pellet e denunciato il legale rappresentante della società e un socio, per il reato di frode nell’esercizio del commercio e sequestrati due silos.

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