Veneto

Padova/Lettera aperta per far rimanere i frati

Padova – Lettera aperta, dal Comitato San Francesco, contro l’annunciata decisione di togliere i frati dalla chiesa di San Francesco a Padova.
Una missiva firmata dai cittadini dunque e rivolta a Padre Enzo Maggioni, Ministro provinciale definitorio
Santuario di sant’Antonio di Padova, a Mons. Cipolla Vescovo di Padova e, per conoscenza, al Sindaco della città.
Ecco il testo integrale:

Il complesso della Chiesa e convento di san Francesco è, all’interno della Città di Padova, un vero e proprio santuario dove fede, storia, arte si incontrano e offrono alla comunità patavina, ma anche a tutti coloro che vi accedono, studenti, turisti, persone in visita da tutte le parti del mondo, un clima di serenità, di accoglienza, spiritualità vera e fratellanza.

Tutto ciò corrisponde allo spirito del francescanesimo a cui, fin dalla sua nascita, verso gli inizi del XV secolo, la cittadella francescana di Padova, si è ispirata. Questo complesso è infatti sorto attorno al primo ospedale cittadino, la scuola della Carità, con la la chiesa, il convento, dedicati appunto al Santo di Assisi e al suo operare.

Riteniamo che togliere i frati, oggi, dalla chiesa di san Francesco di Padova, sia un grave errore: questa decisione si scontra infatti fortemente con le profonde necessità della comunità parrocchiale, degli studenti che numerosi qui convergono e di un’ancora più ampia fascia di persone di tutta la città e di ogni classe sociale, che presso i fratelli francescani trovano accoglienza e sollievo per i propri problemi spirituali e non solo.

Come comunità non riusciamo a comprendere la logica che ha ispirato la decisione di allontanare i frati minori da Padova, dove appunto in tanti accedono, anche da fuori parrocchia, per trovare risposte di fede e spiritualità.

Molte possono essere le motivazioni, a noi sconosciute, ma sentiamo fortemente il dovere di chiedere ai responsabili un approfondimento della situazione, prima di confermare questa scelta che vanificherebbe anni di lavoro da parte dei frati che si sono succeduti e andrebbe contro una tradizione secolare, storica e spirituale.

Noi ci sentiamo in dovere di esprimere riconoscenza e manifestare la profonda fiducia che abbiamo sempre riposto nella comunità dei Frati minori di san Francesco, guidati ora da padre Vittorio Bellé, per il loro generoso e sapiente operare, fondamentale nell’attuale realtà cittadina, profondamente umano e cristiano, che in tutti noi infonde un senso di sicurezza, di protezione, di pace che non vogliamo rischiare di perdere.

Questa scelta provoca in tutti noi stupore e dolore e una forte incomprensione delle possibili motivazioni che portano all’allontanamento dei “nostri” cari Frati da Padova.

Padova è una città complessa, di difficile gestione, piena di contraddizioni, ricca e poverissima, colta ma anche povera di spiritualità, generosa ma anche chiusa, con molti giovani bisognosi di riferimenti forti dal punto di vista spirituale; Padova è un crocevia di culture, di saperi, di iniziative, di interessi commerciali e finanziari, ma è anche un centro dove c’è molta solitudine, bisogno di aiuto, dove non manca la povertà, il malaffare, la droga, la prostituzione, la violenza.

La Città ha bisogno di punti di riferimento positivi, di persone in grado di donarsi con fede, generosità e competenza agli altri.

La Comunità di San Francesco con padre Vittorio Bellé offre a noi cittadini questo necessario punto di riferimento e sicurezza, in un clima di apertura, di riservatezza, di attenzione ai bisogni diversissimi della comunità, di una totale disponibilità autenticamente cristiana.

Siamo pertanto a chiedere alla S.V. di soppesare questa decisione e di permettere ai Francescani di non lasciare la Città che, storicamente, li vede qui da numerosi secoli, inseriti nella comunità cittadina e imprescindibile punto di riferimento sia per chi ha la fede, sia per chi ne è ancora alla ricerca.

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