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Oggi a Motta di L. l’ultimo saluto al 96enne investito ad Asiago

Saranno celebrati oggi pomeriggio alle 16.30, nel Duomo di San Nicolò Vescovo di Motta di Livenza, il paese dove risiedeva, i funerali di Gian Giacomo Gugliemi, il 96enne investito da un’auto in centro ad Asiago domenica 18 agosto.

Il Pm della Procura di Vicenza, dott. Jacopo Augusto Corno, da prassi ha aperto un procedimento penale per omicidio stradale iscrivendo come atto dovuto nel registro degli indagati l’automobilista che ha travolto l’anziano con la sua Fiat Punto: U. B. 72 anni, di Marostica.

E ha altresì disposto l’autopsia nominando come proprio consulente tecnico il dott. Lorenzo Meloni.
I parenti della vittima, per essere assistiti, attraverso il consulente personale e responsabile della sede di Treviso, Diego Tiso, si sono affidati a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini.

La perizia medico legale sarà determinante per fare un po’ più di chiarezza sulla dinamica dei fatti, oltre che sulle cause della morte; bisognerà capire innanzitutto se sia stata dovuta esclusivamente al violento trauma cranico conseguente all’impatto con la vettura o se sia stata concausata da altri fattori: a quanto riferito da alcuni testimoni, l’ultranovantenne, che stava camminando sul marciapiede, avrebbe improvvisamente perso l’equilibrio scivolando per terra prima di essere falciato sulla strada.

Guglielmi, a dispetto della ragguardevole età, godeva di ottima salute ed era perfettamente lucido e autosufficiente, un miracolo della natura: guidava ancora la macchina.
L’anziano si trovava all’hotel Erica di Asiago, dove era solito trascorrere le vacanze.
Poco dopo le 10 di quella fatale mattina però, dopo essere uscito dall’albergo per fare una passeggiata, il dramma: a causa dell’urto con la Punto del marosticense, è stato sbalzato sul cofano, ha sbattuto il capo sul parabrezza ed è rovinato sull’asfalto.
Inutili i disperati tentativi di rianimarlo dei sanitari del Suem accorsi in ambulanza: il pedone è spirato poco dopo l’arrivo all’ospedale di Asiago.

Originario di Dolo, nel Veneziano, Guglielmi è stato un “imprenditore cinematografico” molto conosciuto che ha dedicato la sua lunga vita anche lavorativa alla gestione di alcuni cinema. In particolare, il “vecchio” Casablanca a Motta di Livenza ma, soprattutto, la sala cinematografica d’essai dell’Accademia in centro storico a Venezia, dove ha anche abitato a lungo. Il quasi centenario ha preso in mano lo storico cinema aperto nel 1928, e amatissimo dai cinefili, nel lontano 1961 e lo ha portato avanti fino al 2002, ponendo fine, suo malgrado e con amarezza, ad un’esperienza culturale quarantennale solo perché la proprietà della struttura non aveva più voluto rinnovare il contratto d’affitto.

Rimasto vedovo da quasi un ventennio dell’amata moglie Tecla Zanon, Guglielmi, che non aveva figli, si era ritirato a Motta di Livenza: lascia tanti nipoti, che gli volevano un gran bene, in particolare Patrizia che abita a Motta di Livenza, che passava giornalmente a trovarlo e se ne prendeva cura. Anche se lui continuava ad abitare da solo, e a coltivare la sue passioni, come quella per la fotografia: orgogliosamente autonomo. Fino all’ultimo.

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