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Oderzo si muove, ma per alcuni ci sono maggiori difficoltà

Una volta certe problematiche si scrivevano ai giornali: oggi la diffusione di Facebook fa si che anche il Social possa essere strumento utile per segnalare ciò che non funziona.

E’ il caso della Dott.ssa M.V. che scrive alla opitergina “Oderzo si muove”, pagina che da anni si preoccupa di dar voce ai pendolari locali della linea ferroviaria Treviso Portogruaro (c’è anche il sito).

La Dott.ssa si qualifica come impegnata ad insegnare ad un giovane non vedente ad utilizzare in autonomia il treno sulla tratta Olmi – Oderzo.

Purtroppo, con alcune evidenti difficoltà.
Scrive la signora:

La sintesi vocale non è sempre attiva e non segnala variazione d’arrivo.
Per esempio, qualche volta il treno arriva al binario 2 anziché all’1 e il passeggero non vedente può equivocare facilmente su quale sia l’uscita giusta.

Un non vedente è obbligato toccare tutto il treno prima di individuare la porta e in seguito aprirla con il “touch”.

E’ necessario che RFI metta in sicurezza le scale e i marciapiedi ferroviari, con le strisce a norma, non solo per il ragazzo che per 5 anni frequenterà la scuola, ma perché sarebbe obbligatorio.

All’uscita dalla stazione non esiste alcun marciapiede o percorso accessibile per arrivare in centro città o alla stazione delle corriere.

L’intervento si conclude con un auspicio che ci sentiamo di condividere, ovvero la necessità di una collaborazione tra tutti i gestori del trasporto pubblico (MOM e ATVO) e l’Amministrazione locale per garantire sicurezza e accessibilità a tutti, in un’ottica davvero inclusiva.

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