Treviso

Oderzo/Ragazzine adolescenti si picchiano furiosamente due volte in due giorni

Stanno destando scalpore ad Oderzo, i due video che girano da ieri, soprattutto tra i più giovani, in cui si vedono due ragazzine, età apparente 15 – 16 anni, affrontarsi con violenza in una zuffa senza esclusione di colpi.

Non è dato da sapere il motivo delle tensioni tra le due, ma sembra che per gli studenti delle superiori si tratti di un appuntamento ormai noto e consolidato.
Della vicenda si stanno occupando anche gli uomini della Polizia Locale opitergina.

Il primo scontro, ieri, teatro, il marciapiede dell’ex sede di Veneto Banca in via degli Alpini a ridosso della stazione degli autobus.
E’ intervenuto un adulto a separarle ma l’accaduto è finito sui social, tanto che l’amministratore della pagina Facebook Oderzo Segnala (Michele Narder) ha deciso di rimuovere il contenuto pubblicato.

la zuffa di ieri

L’acredine tra le due minorenni non si è fermato in via degli Alpini, ci sono stati altri screzi in Piazza Grande e in via Garibaldi.
Rientrate a casa con l’autobus, questa mattina si sono nuovamente affrontate a muso duro prima di indirizzarsi verso i rispettivi istituti scolastici.

Stesso palcoscenico: davanti all’ex sede di Veneto Banca.
Anche l’episodio di stamani, particolarmente cruento, è finito sui social (Instagram, whatsapp, TikTok) e varrà la pena interrogarsi su tanta violenza al femminile.
Abbiamo visto pugni assestati con determinazione, in una zuffa che ha visto le due finire a terra, la ragazzina sotto pericolosamente con il collo a cavallo del marciapiede.
Stamani è stata una loro coetanea a intervenire per separarle, poi imitata da altre.

I due episodi puntano il riflettore su un fenomeno di aggressività fisica che negli ultimi tempi sembra essere in crescita, anche tra le ragazze.
Abbiamo chiesto un parere alla psicologa opitergina Dott.ssa Brienza Zanella.

“L’episodio di ieri nel piazzale delle corriere di Oderzo mette in luce un fenomeno di aggressività fisica, sempre esistito, ma in crescita.
Un tempo il misurarsi fisicamente era appannaggio del mondo maschile. Si voleva sottolineare un modo per far emergere la propria forza, prestanza, superiorità, riconoscimento sociale.
Ora anche le ragazze usano tale modalità di comportamento, forse per un’errata interpretazione della parità con il mondo maschile. Cosi anche loro si trovano a voler dimostrare di essere forti, sicure, spigliate nei confronti di sé, delle altre ragazze, e dei ragazzi.


Cosi anche loro si trovano a voler dimostrare di essere forti, sicure, spigliate nei confronti di sé, delle altre ragazze, e dei ragazzi.
D’altro canto assistiamo a modelli di ragazze sempre più mascolinizzate, di contro maschi sempre più ingentiliti (Vedi Sanremo.)
Cosi l’aggressività, la violenza fisica sembrano meno contenute che in passato. I fatti di cronaca parlano chiaro!!
Tentiamo alcune spiegazioni possibili.
La nostra è ormai diventata una società sempre più sfuggente, con scarsi valori, pochi riferimenti, mancanza di progetti futuri, e di regole certe.


In tal senso l’adolescenza che è per sua natura un momento confusivo, precario, incerto e ansiogeno, viene ulteriormente messa alla prova, fino a far emergere un vero disagio esistenziale.
Così la comunicazione invece di avvenire in binari e modalità normali e, nel piano verbale, ora agisce sul corpo in forme solo istintuali e primitive, senza censure e controlli.
In più già da due anni viviamo in modo innaturale, a causa della pandemia.
I più segnati appaiono proprio i giovani dai 14-20 anni, sia per il periodo di cambiamento fisiologico suddetto, ma anche per essere stati “segregati” a casa in Dad.


Pertanto non hanno potuto confrontarsi tra loro, vedersi, toccarsi, radunarsi in gruppo, magari con piccoli scontri e trasgressioni, naturali in questa età.!!
Inoltre non dobbiamo dimenticare l’importanza dello sport, del movimento, del ballo, che costituiscono una sana modalità di vivere un corpo che cambia e che non ha potuto esprimere la propria parte energetica.
Si sapeva che questa fascia d’età era quella più a rischio. Ora ci presenta il conto!!
La famiglia non ha potuto o saputo comprendere e agire correttamente e si è trovata come i ragazzi senza riferimenti.


La scuola già precaria da prima nel suo rapporto con gli adolescenti, forse tentando di salvaguardare l’apprendimento non ha saputo o potuto tenere in conto la parte emotivo-affettiva e di confronto sociale.
Così anche l’agenzia scolastica si è ulteriormente smarrita.
I ragazzi? Sono disorientati, incompresi, un po’ terra di nessuno. Si trovano così ad agire con forme primitive, di passaggio all’atto, senza riuscire a mediare e a lavorare sulla loro aggressività.
Ricordiamoci l’aggressività non è di per sé una pulsione negativa, esprime un
desiderio di espressione, di identità, di dire il proprio pensiero, ma va limata, elaborata, smussata, modellata per poter continuare a vivere in un mondo civile”.

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