Treviso

Oderzo perde la maestra del gelato/Chiude Panciera

Oderzo – Via Garibaldi è più povera ora che la gelateria Panciera non riaprirà dopo la pausa invernale.
Da qualche giorno c’è un cartello affisso sulla vetrina “Chiuso per cessata attività, grazie a chi ha saputo apprezzare”.

Era l’estate 2018 quando Laura Panciera, dopo aver lavorato per anni in Germania nelle gelaterie di famiglia, aprì bottega offrendo un gelato artigianale sempre fresco, come da tradizione dei maestri gelatai che dalla Valzoldana hanno esportato quest’arte in tutto il mondo.

Un anno mezzo dopo, lo scoppio dell’epidemia, le restrizioni, la riapertura e nel frattempo una nuova viabilità con l’introduzione di sensi unici che penalizzano una gelateria sorta al margine del centro.

Laura Panciera aveva cercato di trasmettere tutte le sue competenze e passioni sul prodotto e narrare i pregi alla sua clientela con veri e propri percorsi sensoriali.

Forse il termine “artigianale” è oggi un po’ abusato, applicato a tutto e l’eccellenza non viene premiata.
“Per la gente è tutto artigianale ma la lavorazione è fondamentale” sottolinea Laura.
Nel semilavorato la scelta delle materie prime non si vede, ben diverso in un laboratorio di gelato fresco (niente conservanti) con la frutta, i sacchi dello zucchero, il latte fresco, cassette di uova, e per ogni gusto i necessari tempi di lavorazione.

La bottega di via Garibaldi era diventata una sorta di degustazione guidata.
“Ho educato molti clienti a riscoprire il vero gelato”, dice Laura.
“Mi piace sperimentare, non solo gusti legati alla tradizione ma tanta creatività, anche recuperando gusti demodé”

“Il gelato ero io e ho cercato di trasmettere tutta la mia passione nel lavoro quotidiano”
A malincuore chiudo, spero solo che quello che ho fatto avrà lasciato un segno.
Non lo vedo come tempo sprecato. Anzi, penso di aver ben seminato, ho ancora negli occhi i bambini estasiati per un nuovo gusto da scoprire.
Io ho perso la gelateria, chiosa amareggiata, ma anche Oderzo ha perso un prodotto che le faceva onore.

Nicola Zoppa

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