Treviso

Oderzo la (bella) città fantasma

In una Oderzo surreale, atmosfera condivisa con tutto il resto dello Stivale, in questo week end gli opitergini hanno abbracciato appieno l’invito di “Rimanere a Casa”.

Nella giornata di sabato, almeno fino alle 18, qualche parvenza umana si è vista subito fuori dai supermercati, dove le persone stavano pazientemente in fila ad attendere il proprio turno per quella cosa un tempo (solo qualche settimana fa) banale: fare la spesa.

Oggi, domenica, primo giorno di serrata generale anche per gli alimentari, le auto in transito sulla Postumia sono state davvero pochissime.

Solo l’acquisto ancora concesso del quotidiano è stato per alcuni l’occasione per una rapida uscita a piedi o in bicicletta.

Vie del centro e Piazza deserte, parchi chiusi e, increbile, nessuno che si sia avventurato sull’argine del Monticano, a lungo luogo rifugio per le gambe più nervose.

Ormai sono pochi anche coloro che si concedono due passi, e i pochi, senza allontanarsi troppo da casa.

Sembra quasi che, percorso il breve tratto consentito, la catena finisca ed ecco improvviso il dietrofront, il senso di responsabilità che impone di tornare indietro.

Il silenzio in paese è quasi totale, di certo anomale e rotto solo dal passaggio di quei rari treni merci in transito, o, più poeticamente, dagli uccelli che già cantano una primavera che non si è accorta della nostra assenza.

Tutti in casa allora, ad attendere l’arrivo delle agognate mascherine che presto (si spera) verranno consegnate dalla Protezione Civile.

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