Treviso

Nulla da fare per il lupo catturato a San Silvestro vicino Crespano

Non ce l’ha fatta, il lupo avvistato l’ultimo giorno dell’anno in località Sant’Eulalia, nel Comune di Crespano del Grappa.

Troppo gravi, le ferite dell’esemplare, un maschio che probabilmente versava in fin di vita ormai da giorni.

Per alleviarne le sofferenze, il lupo era stato sedato e mantenuto incosciente già dalla sua cattura, ma non c’è stato nulla da fare: è stato necessario sopprimerlo.

Era stato avvistato mentre si trascinava vistosamente sulle zampe anteriori ed era stato segnalato al tecnico faunistico incaricato dalla Regione e collaboratore dell’Università di Sassari nel “Progetto sperimentale per la gestione proattiva del lupo in Veneto attraverso catture e telemetria satellitare”.

Per cercare di salvarlo si erano mobilitati in molti: la Polizia della Provincia di Treviso, il veterinario responsabile del Centro di recupero della Fauna Selvatica di Treviso, il titolare dell’ambulatorio veterinario d’appoggio (Centro Veterinario Montello di Montebelluna), nonché il servizio cinofilo dell’Azienda ULSS 2 Marca Trevigiana per l’ambulanza veterinaria in dotazione.

Una volta catturato era stato subito sedato, messo in condizioni di sicurezza e trasportato in ambulanza all’ambulatorio veterinario Montello.

Nel frattempo, era stato informato il responsabile per la fauna selvatica dell’ISPRA, anche per le procedure da seguire in base alle diverse prognosi possibili.
Era stato interpellato anche l’Ospedale veterinario dell’Università di Bologna, dotato di una struttura specifica per la chirurgia sulla fauna selvatica.
La struttura si era detta pronta ad accogliere ed intervenire chirurgicamente sull’animale il giorno seguente, qualora fosse risultato recuperabile.

Invece, dalle radiografie si è evidenziata la frattura di una vertebra toracica, con evidente lesione neurologica di tutto il treno posteriore e la compromissione anche delle funzioni.
Condizioni che sono state giudicate dal veterinario responsabile totalmente incompatibili sia con il recupero dell’animale alla vita libera che ad un suo eventuale mantenimento in cattività in condizioni minime di autonomia e benessere.

Dopo l’eutanasia, la carcassa è stata trasferita all’IZS di Treviso, dove nei prossimi giorni saranno effettuate, come di prassi, le misurazioni biometriche, la necroscopia e il prelievo di campioni biologici per le analisi genetiche.

“Ringrazio tutto il personale che, per propria competenza, si è mobilitato per far fronte a questa delicata situazione, peraltro in una giornata come il 31 dicembre – dichiara l’assessore regionale all’agricoltura Giuseppe Pan – ciò dimostra come l’attenzione e la professionalità di chi opera sul territorio siano massimi. Certo è che non possiamo affrontare da soli il fenomeno del proliferare del lupo. Serve una risposta che oramai da mesi attendiamo dal Ministero dell’Ambiente”.

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