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la piccola Ariel

Non c’è solo il Covid/Storia di Ariel

Come molti lettori hanno sottolineato negli articoli che trattano dell’emergenza sanitaria attuale, purtroppo non è che il coronavirus abbia messo in pausa le altre malattie di cui soffriamo.

Anzi, per molti malati cronici, la situazione di difficoltà in cui ci troviamo rischia di aggravare ulteriormente il loro status, rendendo più complicate visite periodiche, controlli e sostegno.

Come diceva qualche giorno fa il Governatore del Veneto, è necessario assicurare le dovute cure anche ai malati “normali”, mi si passi la definizione: non ci si può dimenticare di loro.

Sull’argomento ci scrive Diego Favaro, padovano di Piazzola sul Brenta, con una figlia ammalata di Fibrosi Cistica.

Una malattia di cui si parla troppo poco in Italia.
Gli diamo ragione, riflettendo mentalmente di saperne molto poco.

Ariel, un visino dolce e un vestitino da principessina, ha solo 4 anni: la malattia gli è stata diagnosticata all’età di soli due mesi e da allora per mangiare deve prima prendere un farmaco, mentre per respirare deve sottoporsi a fisioterapia costantemente.

E’ anche per garantire a bambini come lei che la Sanità italiana deve continuare a funzionare bene, in attesa che la ricerca faccia la sua parte.

Ricerca che abbisogna sempre di nuovi fondi, denaro non facile da reperire e del quale può farsi carico anche ognuno di noi, nel suo piccolo.
La Lifc, Lega Italiana Fibrosi Cistica, ha incorso anche in questi giorni una raccolta fondi con lo slogan #iorestoacasa ma sostengo LIFC.

L’Associazione ricorda come le cose che adesso, causa coronavirus, ci sentiamo ripetere all’infinito siano la consuetudine, la quotidianità, nelle case dei malati di Fibrosi Cistica:

indossare le mascherina
rispettare la distanza di 1 metro
lavare le mani frequentemente
disinfettare spesso le superfici

valgono per ogni giorno della vita di un malato di f.c.

Oggi che queste abitudini sono diventate obbligatorie anche per noi sani, possiamo forse capire un po’ di più come vivono Ariel e gli altri malati di Fibrosi Cistica: 200 nuovi casi ogni anno, in Italia, perchè purtroppo questa è la malattia genetica grave più diffusa.

Il destino di Ariel tocca oggi ad un bambino ogni 3 mila nati.
In Italia i colpiti da f.c. sono quasi 6 mila: grazie ai progressi terapeutici ed assistenziali il 20% di loro supera i 36 anni.

Non è abbastanza: visitate la pagina della Lifc che vi abbiamo segnalato qualche riga fa e scoprirete di poter fare qualcosa anche voi per Ariel e il suo papà.

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