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Nazionale, le promesse per il futuro del calcio italiano

Davanti agli occhi dei tifosi italiani scorrono ancora le immagini del Sudafrica e del Brasile.
In Russia, invece, gli azzurri non erano nemmeno presenti.
La nostra Nazionale di calcio ha conosciuto più dolori che gioie nell’ultimo decennio, non c’è che dire.

Da campioni del mondo in carica, Cannavaro & co. furono eliminati quasi subito dalla manifestazione iridata del 2010.
Con l’avvento di Prandelli in panchina il processo di ricostruzione fu inevitabile, anche a costo di virare forzatamente le convocazioni verso elementi freschi e meno noti.

Nel 2012 l’Italia arrivò meritatamente alla finale dell’Europeo e nell’anno successivo conquistò il terzo posto nella Confederations Cup: in entrambe le occasioni fu la Spagna a stoppare il cammino degli azzurri.
Al Mondiale del 2014, però, arrivò un’altra eliminazione precoce.
Seguì un altro Europeo scintillante, con la guida di Antonio Conte.
Dunque il clamoroso tonfo con Ventura, buttato fuori ai playoff per i Mondiali del 2018.

Oggi, invece, il percorso di qualificazione agli Europei è stato perfetto, contando solo vittorie.
Quante volte abbiamo sentito dire che l’Italia debba ripartire dai giovani?
10 anni fa si parlava di Balotelli, che la sua parte in Nazionale l’ha già fatta.
Oggi, però, “Super Mario” non ha più le carte in regola per sostenere il progetto azzurro.

Il futuro va ricercato altrove e la sorte ha concesso casualmente allo Stivale pallonaro di risolvere almeno la questione dell’eredità di Buffon: merito di Mihajlovic, che al Milan spinse per l’esordio in Serie A di Gigio Donnarumma nonostante l’opposizione di Silvio Berlusconi.
Oggi è l’estremo difensore rossonero a proteggere i pali della Nazionale, la competizione è quasi assente.

Negli altri reparti, comunque, sta spuntando fuori qualche bella speranza.
Di sicuro il centrocampo azzurro pullula di volti interessanti.
Barella si è conquistato pienamente la titolarità e di sicuro sarà un perno dell’Italia per parecchi anni.
Condizione fisica permettendo, Zaniolo può diventare un mattatore azzurro.

Occhio anche ad Orsolini, che in azzurro sta ottenendo uno score invidiabile nonostante le poche presenze racimolate finora.
In avanti, invece, è apprezzabile soprattutto per la sua duttilità: l’ex Juve è in grado di agire sia da punta sia come ala.
In difesa non si registrano particolari consacrazioni, ad eccezione di quella di Romagnoli.

Una nota di merito va però a Giovanni Di Lorenzo, che nell’arco di sole due stagioni è passato dalla vecchia Lega Pro alla prima chiamata in azzurro.
Non a caso, l’infografica sui migliori talenti della Serie C parla di giocatori destinati alla massima serie e l’impressione è che in futuro saranno in tanti a fare il salto di qualità.
Bisogna solo aspettare.

Insomma, al momento l’avvenire della nostra Nazionale sembra roseo.
La qualità non manca e dal punto di vista numerico la rosa attualmente a disposizione del ct Roberto Mancini appare coperta in ogni dove.
Benché il posto da titolare sia già assicurato, persino tra i portieri c’è una certa concorrenza e il mister non vuole scontentare nessuno, provando a far ruotare le scelte quando possibile.

Ora come ora manca solo un vero bomber, qualcuno che faccia dimenticare le critiche rivolte a Immobile in campo internazionale.
Chi trascinerà l’Italia di domani?

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