Venezia

Musile di Piave/Albero schiaccia auto, ma l’Assicurazione non paga

Capita che un albero possa essere fonte anche di una disputa legale.
Non per la sua proprietà, ma per il fatto che è caduto, e venendo giù ha schiacciato l’auto di una persona.

Succede a Musile di Piave, dove da quasi un anno un cittadino cerca di ottenere quello che considera il giusto risarcimento per i danni subiti.

Tanto da affidarsi allo Studio3A di San Donà e al suo Area manager, Riccardo Vizzi, per farsi pagare.

L’albero in questione era proprietà comunale: è venuto giù durante un temporale, finendo nel parcheggio di un condominio dov’era parcheggiata la Panda del signore in questione, tra l’altro in quel momento tranquillo in vacanza a Salerno.
Siamo infatti al 2 agosto dello scorso anno.

I danni sono evidenti

Il Comune è ovviamente assicurato, nella fattispecie con la compagnia Helvetia che però non intende pagare adducendo come motivazione l’eccezionalità dell’evento atmosferico che ha causato il danno.

Il danno: secondo la perizia parliamo di 9 mila euro, che non sono noccioline.

Non abbiamo ancora presentato il protagonista (suo malgrado): un pioppo cipressino alto 15 metri che “abitava” nel parco pubblico della stessa via del parcheggio e del condominio: via Borsellino.

Nessun dubbio sulla dinamica dei fatti o sulla paternità dell’albero, certificati anche dagli interventi della Polizia Locale di Musile e dei Vigili del Fuoco.

Poi l’intoppo: per Mensura, società di perizie e consulenze tecniche che segue la pratica per conto di Helvetia, risponde picche “non essendo emersi elementi di responsabilità a carico del Comune assicurato. L’evento descritto infatti appare causato da evento atmosferico eccezionale”.

Ora, è indubbio che i fenomeni atmosferici di quella giornata abbiano prodotto ingenti danni in molte località dell’Italia e del Veneto, ma non risulta, anche dai resoconti della stampa, che Musile di Piave sia stata particolarmente colpita.
Anzi: altre 4 grandi piante dello stesso parco sono rimaste salde al loro posto.

La battaglia, curioso a dirsi, è sulla misurazione dell’evento atmosferico.
Mensura parla di venti compresi trai 54 e i 73 km/h rilevati però nelle stazioni meteo più prossime al luogo dell’incidente.
Studio3A ha invece parla di venti non superiori ai 25 km/h, quel giorno, a Musile.

Secondo la scala di Beaufort, un vento forte o al massimo una burrasca moderata: la burrasca forte scatta dai 75 km/h in su, la tempesta da 89, il fortunale da 103 e l’uragano sopra i 118.
Secondo recenti studi, gli alberi possono resistere a raffiche che spirano fino a 150 km/h.
Su questo punto anche recenti sentenze della stessa Cassazione sono chiare: per configurare il caso fortuito o di forza maggiore, che esenta di responsabilità il proprietario del bene che ha causato il danno, l’evento deve assumere caratteri, appunto, di eccezionalità, che secondo lo Studio 3A qui non si configurano.

L’augurio che si fa il danneggiato è che anche l’Amministrazione comunale di Musile si faccia sentire con la propria assicurazione e si possa evitare una causa, perché non sarebbe un bel ritorno d’immagine per lo stesso Comune.

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