Curiosità

Musei d’impresa/Inaugurati quelli di Cantina Sandre a Campodipietra e Casa Vinicola Canella a San Donà

Taglio del nastro, ieri, per due dei quattro musei aziendali nati dal progetto Piave Heritage, la rete di piccoli musei aziendali per la valorizzazione di prodotti wine&food, coordinato da Forcoop Cora Venezia e finanziato dalla Regione del Veneto con il bando “Il lavoro si racconta. Botteghe ed atelier aziendali. Itinerari di scoperta dei patrimoni d’impresa” DGR 254/2020.

I due atelier d’impresa che hanno ospitato i primi visitatori sono stati quello di Cantina Sandre, a Campodipietra di Salgareda, e Casa Vinicola Canella di San Donà di Piave.
Nei prossimi mesi toccherà al Liquorificio SIL, oggi Cioccolateria Veneziana, e al biscottificio Dolci Palmisano.

«Si tratta di quattro aziende storiche del Basso Piave – racconta Patrizia Loiola, presidente di Forcoop Cora Venezia, coordinatrice del progetto.
Il progetto nasce per raccontare le storie delle aziende partner, rafforzare il proprio marchio e la propria identità territoriale anche grazie ad una proposta turistica esperienziale.
Attraverso il loro atelier, queste aziende, che possono vantare una lunga tradizione produttiva, di cultura, di famiglia, hanno avuto la possibilità di raccogliere la loro “memoria storica” per presentarla alla collettività».

Il museo di Casa Vinicola Canella è uno spazio espositivo che racconta la storia della famiglia Canella e dei prodotti, dalle prime bottiglie di vino ai più recenti cocktail conosciuti in tutto il mondo.
La storia di Casa Vinicola Canella è fortemente legata al mondo del cinema che è il filo conduttore dell’atelier d’impresa: con i suoi personaggi famosi, Venezia, la Mostra del Cinema, i manifesti e gli oggetti del passato.

«È stato un lavoro molto interessante – commenta Lorenzo Canella –, perché mi ha dato modo di vedere cose che nel tempo si erano perse nella memoria. Un percorso, per me e per la famiglia, a ritroso per capire la responsabilità del marchio che abbiamo sulle spalle e le potenzialità che questo marchio ha, perché dotato di una propria tradizione.
E la tradizione non è una cosa che si può comprare. È quello che ancor di più, con questo atelier, abbiamo modo ora di valorizzare e far vedere».

L’atelier di impresa di Cantina Sandre è un percorso fatto di oggetti, di immagini e di citazioni che rappresentano un racconto della vita agricola tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento e un’esperienza che racconta la famiglia Sandre e il Basso Piave.

«Nel nostro atelier abbiamo voluto valorizzare la tradizione familiare e tutti i valori che c’hanno tramandato i nostri nonni – spiega Ilenia Sandre.
Grazie a loro abbiamo potuto sviluppare oggi un’azienda diversa, che tende a innovarsi, ma sempre legata alle tradizioni. L’intento di questo luogo è che la gente, non solo del paese, anche chi passa per conoscere i nostri vini possa realmente capire chi siamo, cos’eravamo, e cosa siamo diventati.
L’unica cosa che dispiace è che i veri creatori di tutto, purtroppo, non hanno potuto vivere questo nostro atelier, ma sono sicura che sarebbero orgogliosi di noi».

Storie personali, di famiglie, di prodotti, di aziende, che partono comunque sempre dal territorio, e al quale restano legate. Storie anche di ricordi, che grazie a questi luoghi vengono riscoperti.

«Cercando tra i vecchi oggetti è spuntata fuori una pellicola 8 millimetri – aggiunge Lorenzo Canella – che racconta la prima spedizione oltre oceano dei nostri vini, a Los Angeles.
Era il 1962, e io mi sono riconosciuto a 3 anni in quel video di cui non ricordavo l’esistenza.
Rivederlo è stata una grande emozione, oltre che un segno del destino, per dirmi che questa bella cosa andava fatta».

La progettazione degli spazi e degli allestimenti è stata realizzata dallo studio La Costruzione del Gusto che vanta una specifica esperienza nell’allestimento di progetti inerenti il settore food&wine, l’art direction è dell’architetto Alessia Cipolla con il supporto di Simonluca Spadanuda per la progettazione grafica che ha curato anche la realizzazione del logo Piave Heritage.

«È stato emozionante, divertente e a volte anche melanconico collaborare con queste aziende – conclude Loiola –, perché si scopre e si racconta anche di persone importanti che non ci sono più, ma che hanno costruito queste aziende. Creare questi atelier è stato quindi anche rivedere la loro vita, la loro storia, mostrando una prospettiva futura della loro attività».

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