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Morti sul lavoro/5 vittime in un mese in Veneto

Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega di Mestre, commenta: “Una nuova emergenza, quella della sicurezza dei lavoratori immigrati con cui il nostro Paese deve fare i conti, velocemente, dalla formazione all’aggiornamento”.
E mentre gli incidenti mortali sembrano comunque in diminuzione in regione (a gennaio 2018 erano 7), aumentano gli infortuni che passano da 5.152 a 5.650.

“Il numero delle vittime sul lavoro registrate a gennaio 2019 testimonia un decremento della mortalità in Veneto ma la nostra regione con 5 decessi continua ad essere la seconda in Italia per incidenti mortali dopo la Lombardia che ne conta 10. E in questa nuova mappatura dell’emergenza appare significativa, mai come oggi, il peso delle vittime straniere: 4 su cinque in Veneto, il 35% in Italia”.

Questo il commento all’ultima indagine condotta dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega di Mestre (sulla base di dati INAIL) da parte del suo Presidente, l’Ing. Mauro Rossato.

E così, insieme all’analisi degli infortuni mortali in Veneto, si fa strada una nuova geografia dell’insicurezza.

“La composizione della forza lavoro nella nostra area sta cambiando. Per questo in una società sempre più multietnica è indispensabile pensare non solo all’integrazione sociale e occupazionale – prosegue l’Ing. Rossato – ma è necessario operare per un’integrazione nuova sul fronte della sicurezza sul lavoro”.

Unica consolazione in questo primo monitoraggio del 2019, che racconta di 5 vittime in regione e 44 in Italia, è il decremento della mortalità rispetto allo scorso anno anche a livello nazionale. Nel 2018, infatti, le vittime a fine gennaio erano 7 in Veneto e 67 in Italia.

A Vicenza nel mese di gennaio sono 2 le vittime rilevate, mentre a Padova, Treviso e Verona (1).

E se gli incidenti mortali sembrano comunque in diminuzione in regione, aumentano gli infortuni che passano da 5.152 a 5.650.

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