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Mobilità elettrica: indagine impietosa di Confartigianato sui punti di ricarica

I vertici di Confartigianato Oderzo-Motta hanno presentato, durante una conferenza stampa, i limiti della diffusione delle colonnine elettriche per la ricarica presenti nell’intera provincia di Treviso.
A presentare la ricerca, il Presidente mandamentale Armando Sartori, alla presenza del Presidente Provinciale Vendemiano Sartor.

Da sempre Confartigianato si occupa del territorio e delle sue imprese.
Dall’avvento della mobilità elettrica, l’Associazione sensibilizza le Amministrazioni Pubbliche perché attrezzino il proprio territorio con punti di ricarica.
Confartigianato si è spinta oltre, avendo la sensazione che qualcosa non funzionasse correttamente nei sistemi di ricarica distribuiti in provincia ed ha promosso un’ indagine conoscitiva da cui è emersa una situazione abbastanza critica.
Se da una parte c’è la propensione all’utilizzo di vetture elettriche, la mancanza di colonnine per la ricarica preoccupa i consumatori.
In pratica, l’incubo principale è rimanere a piedi.
E l’indagine effettuata è impietosa:

Sono 71, le colonnine presenti in tutta la provincia di Treviso, di queste 36 private, 13 private ad uso pubblico e 22 pubbliche, delle quali 9 non funzionanti.

Se in tutta la provincia i comuni sono 94 e le colonnine presenti solo 22, 13 che funzionano, è facile desumere che la mancanza di punti di ricarica scoraggi fortemente l’acquisto di un’auto elettrica.
Delle 49 colonnine private, la Confartigianato ha riscontrato 4 non funzionanti e solo 5 fruibili 24h su 24h.
Importante sottolineare che certi punti hanno una bassa capacità di ricarica, in pratica le colonnine sono talmente lente che è necessario attendere tra le 4 e le 7 ore.
Sugli smartphone poi è possibile scaricare un’app che segnala l’ubicazione dei punti di ricarica e con la stessa pagare il rifornimento.
Ebbene di queste colonnine “smart” nell’intera provincia ve ne siano solo 5 pubbliche e altrettante private.
L’indagine di Confartigianato è molto capillare e non possiamo riportare tutte le postazioni, con pregi e difetti riscontrati, ma balza all’occhio come, nel comune di Conegliano, ci siano 9 punti di ricarica e nessuno funzionante.
La ricerca si conclude con delle raccomandazioni in previsione di nuove installazioni.

Innanzitutto, le colonnine dovrebbero avere una potenza minima di 22 Kw, essere intelligenti (vedi APP), dotate di una pensilina per ripararsi dalla pioggia, videosorvegliate, segnalate adeguatamente e con servizi nelle vicinanze.
In pratica, per avere una maggiore diffusione e una maggiore sensibilità verso la mobilità elettrica sono necessarie un’ unica regia ed una regolamentazione uniforme per tutti i comuni.

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