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Mestre cancella il bullismo con il colore

“Dipingiamoci di blu. Cancelliamo il bullismo con il colore” è una storia contro il bullismo raccontata da Francesca Anzalone attraverso la forma diaristica.
Netlife partecipa alla settima edizione di “Dritti sui Diritti”, la manifestazione che si occupa del benessere e della crescita dei cittadini più giovani.

Organizzata dall’ Assessorato comunale alla Coesione sociale, si svolge dal 4 al 13 ottobre a Venezia e Mestre, e quest’anno è dedicata al tema “Una città a misura di bambini e ragazzi”.

Venerdì 4 ottobre , alle 11, alla Sc uola Secondaria Statale di Primo Grado P.
Calamandre i di Mestre (in via dell’Edera 33), sarà presentato il progetto “ Cancelliamo i l bullismo con il colore “, insieme alla mostra realizzata dagli alunni delle classi di prima media sul tema. Gli studenti si sono ispirati al murales realizzato a giugno da loro stessi come alunni delle classi quinte della scuola primaria Colombo , nato dal racconto “Dipingiamoci di blu.

Cancelliamo il bullismo con il colore”, scritto da Francesca Anzalone. Seguirà la visita al murales esposto nella parete interna di ingresso alla
scuola primaria, realizzato dai bambini, dopo un percorso di lettura, e confronto anche con l’autrice con l’ausilio di insegnanti preparati e il supporto dei ragazzi più grandi grazie a un progetto di alternanza scuola-lavoro. La mostra resterà aperta dal 4 al 13 ottobre.

Sabato 12 ottobre , invece , in piazza Ferretto , alle 16.30, s i esibiranno i cori dei bambini e delle bambine, ragazzi e delle ragazze della scuola primaria e secondaria di primo grado dell’istituto Comprensivo Cristoforo Colombo.
Al centro del racconto l’esperienza di Andrea Celeste, una ragazzina piena di sogni che dalle elementari passa alle medie con grandi aspettative, ma che si ritrova isolata e vittima di un bullo Stefano e dei suoi “aiutanti”, lo stesso che “avvolge nel silenzio” anche le altre ragazze della classe, ciascuna con le sue fragilità. La storia inizia con la pagina di diario di Andrea Celeste diciottenne, all’ultimo anno delle superiori. Siamo nell’ottobre del 2025. La
ragazza oggi è felice, piena di vita e intenta a “raccontare sogni e aspettative” al suo compagno di vita: il diario. La scelta di ambientare nel 2025 l’inizio della storia, che si svolge sette anni prima è un messaggio per ricordare attraverso il personaggio di Celeste che le cose hanno un inizio e una fine, che anche se accadono e non sappiamo spiegarne il perché, ci devono lasciare un insegnamento e che anche nel momento più buio c’è il
seme di qualcosa di bello che potrà germogliare col tempo. Come nel suo caso l’aver trovato delle amiche vere che la accompagnano anche nella vita futura.

“Ho scelto di raccontare le emozioni di un gruppo di adolescenti partendo da una situazione finita e gettata alle spalle, per sottolineare come il punto di vista cambia tra il trovarsi nel mezzo della tempesta e, il dopo, quando tutto è risolto – spiega Francesca Anzalone, autrice della storia – un’occasione di confronto che si aggiunge ai tanti punti di vista dei personaggi e dell’insegnante che, anche se verbalmente non dice nulla, mostra una grande consapevolezza della situazione attraverso la comunicazione non verbale.

Uno dei temi della discussione e del confronto è infatti il tema dell’ascolto che comprende non solo le parole e l’importanza che la parola ha, ma il tono, il modo e soprattutto la mimica che la accompagna e ancora di più i silenzi che possono racchiudere forti emozioni, positive e negative, infatti Dipingiamoci di blu sono storie, appunto, che si intrecciano nei silenzi della paura. E come presenta l’incipit Non macchiamoci di rosso col silenzio, ma dipingiamoci di blu, con l’inchiostro della consapevolezza. Il silenzio isola, la paura conduce a nuova paura”.

Ed ecco che un diario può diventare il miglior amico o lo strumento per forzare un silenzio ostile.

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