Curiosità

Marghera: una storia antica

Dal veneziano Vittorio Baroni, esperto di comunicazione e formazione, un’interessante ricerca su Marghera.
Un puzzle storico che riportiamo così come scritto dall’autore e che scopre una Marghera forse ignota ai più.

Di certo, dalla storia ben più ricca e varia di quanto non si possa immaginare guardandola con gli occhi di oggi.

MARGHERA, dove c’era il mare
Mar ghe gera, Margera, Marigo, …

MARGHERA, dove c’era il mare
Tra le varie memorie storiche disponibili, riporto una mappa di Nicolas de Fer per dimostrare una cosa.
Il nome Marghera esisteva già dal 1695.
Qui scriveva anche Malgera e in altre carte, come quella di Jacopo de’ Barbari del 1500, si legge Margera.
Con ciò va detto che Marghera ha radici storiche antiche.
Più di quanto possa sembrare.
Di sicuro ben oltre i 100 anni festeggiati per Porto Marghera e la Città Giardino di Emmer.

In un’altra immagine del 1638, disegnata da Willem Janszoon Blaeu, si vede molto bene che Marghera è chiamata Margera.
Da notare che Marghera e Mestre sono spesso scritte con pari dignità cartografica.

APPROFONDIMENTO SUI NOMI

MAR GH’ERA nasce da una definizione poetica e popolare, il toponimo deriverebbe dal veneziano mar gh’era ossia “mare c’era”, espressione con cui si cominciò ad indicare la zona dove si sarebbe costruito il porto, un tempo paludosa.

MALGHERA si trova citata in “Storia della Dalmazia” di Giovanni Cattalinch, libro stampato a Zara nel 1834.
A proposito del destino di Venezia è scritto che “prima di introdurre da Malghera quattromila Francesi che dovevano occuparla”.
Malghera è anche citata nel libro “Storia delle guerre d’Italia dal 18 marzo 1848, al 28 agosto 1849” di Luigi Scalchi.
Il capitolo XXXVI si intitola proprio Malghera e parla che i “lavori intorno a Malghera, nei quali gli austriaci impiegarono fino a 6 mila uomini per volta”.
Viene raccontato del maresciallo Radetzky e di come i “difensori di Malghera approfittarono della notte per riparare i guasti prodotti da 5 mila proiettili e si preparavano ad una nuova lotta”.

MARIGO è un altro nome importante che c’entra con Marghera. Adesso vi spiego il perché. Anni fa avevo fatto delle ricerche in Biblioteca Marciana sulle radici romane di Marghera.
Credo che a Marghera, in tempi antichissimi, ci fosse il Porto Romano dei Bottenighi che terminava alle Catene. Da questi ragionamenti basati su tracce storiche, dico che il nome di Marghera andrebbe legato alla figura del marigo.
Infatti, nella “turris marghera” (ritratta da Canaletto, Guardi e Bellotto), il marìgo o maricus riscuoteva i dazi per passare dal mare al canale Botinicus.
I “Bottenighi” rispecchiano l’antico tracciato della via Bottenigo che, partendo dalla famosa chiesetta della “Rana”, si sviluppa con un percorso sinuoso.
Attraversa le zone di Ca’ Emilliani, Colombara e per un tratto lambisce il tratto di un canale ancora esistente.
Via Bottenigo oltrepassa la Romea e l’Autostrada Venezia-Padova, sfiora Villabona, arriva a Valleselle e termina a Catene, proprio nella vecchia via Catene.

MACERIA proviene da un’interpretazione di Wladimiro Dorigo il quale ipotizzava che il nome deriverebbe dal latino Maceria “muro a secco”, alludendo al pietrame usato dai romani per delimitare le proprietà.

MARGARA sempre un termine antico ripreso nel libro del 1859 sulle notizie storiche del castello di Mestre. Si narra che si riscuotevano gabelle a Marghera e Bottenigo già ai tempi degli Imperatori.
Marghera era detta Margaria perchè è probabile che si tenesse un mercato come da comune opinione dei Veneziani.
Poi si racconta che Marghera è una opinione del volgo che così si denominasse dal Mare veduto dai Francesi condotti da Pipino allora che giunsero in quel sito per occupare le isole della Venezia.

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