Veneto

Maltempo di dicembre. Zaia scrive a Conte e Borrelli. Chiede stato di emergenza e un adeguato sostegno economico. Prima stima 323 mil. di danni

Con una lettera inviata al Premier Giuseppe Conte e al Capo della Protezione Civile Nazionale, Angelo Borrelli, il Presidente della Regione Luca Zaia ha chiesto ufficialmente che venga deliberato lo Stato di Emergenza Nazionale a seguito dei gravi danni subiti da vari territori del Veneto a causa dell’ondata di maltempo che lo ha colpito tra il 4 e il 9 dicembre scorsi.

La lettera è accompagnata da due documenti tecnici che, in 160 pagine complessive, descrivono l’andamento pluviometrico e nivometrico, contengono un elenco di Comuni colpiti e zone danneggiate, e si concludono con una prima stima dei danni quantificata inizialmente in 323 milioni 191 mila euro, ai quali vanno aggiunti 96.500 euro di costi per l’intervento dei volontari di Protezione Civile e 286 mila 698 euro per i costi degli straordinari dei Vigili del Fuoco.

“Le zone colpite dalle precipitazioni più importanti – scrive il Governatore – sono state il bellunese con l’Alpago-Cansiglio, il Feltrino, il Basso Agordino e la zona Longarone-Basso Zoldano, dove si sono raggiunti quantitativi paragonabili agli eventi alluvionali più estremi degli ultimi decenni, compreso quello del 1966.
Nei territori citati – scrive Zaia – si sono innescati oltre duecento fenomeni franosi, che in alcuni casi hanno interessato abitazioni. Molte sono state le strade interrotte dalle frane, con isolamento di abitati.

“Nella pianura del trevigiano e del vicentino – prosegue la lettera – due torrenti sono esondati allagando interi quartieri.
Il forte vento di scirocco ha causato una forte mareggiata con ingenti danni alla costa, rinnovando anche il fenomeno dell’acqua alta a Venezia.
Inoltre – specifica Zaia nella richiesta di Stato di Emergenza Nazionale – la forte nevicata nella zona montana ha interrotto la viabilità in più punti, ha comportato l’interruzione della distribuzione dell’energia elettrica di migliaia di utenze, con conseguenti interruzioni delle telecomunicazioni”.

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