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Lite alla sagra: imbraccia il fucile e spara. In casa aveva un arsenale

I Carabinieri di Pordenone hanno arrestato in flagranza un uomo di 51 anni per resistenza a pubblico ufficiale, minaccia aggravata e detenzione illegale di armi.
Vediamo cosa è successo e come una serata in compagnia di amici a bere due birre a Morsano al Tagliamento abbia rischiato di trasformarsi in tragedia.
Sabato, alle 3, tre amici della vicina San Michele stavano trascorrendo la serata in compagnia a Saletto, dove si svolgeva la sagra paesana.
Sono stati coinvolti in una lite, per futili motivi, con un altro gruppo di 3-4 giovani: si è scatenato il parapiglia: spintoni, pugni e qualche tentativo di chiarimento tra i contendenti.
Tutto in cinque minuti; poi la tensione sembra svanire e i ragazzi decidono di tornarsene a casa.
Cosi sembrano fare anche i loro contendenti e, mentre stanno raggiungendo l’auto, una Dacia, di proprietà di uno di loro, ecco nuovamente il gruppetto con il quale poco prima avevano avuto la discussione; questa volta sono a bordo di un auto, una Fiat Bravo, che per una manovra sbagliata sembra quasi voler investire uno dei tre giovani.
Ne nasce una nuova discussione che, questa volta, vede il coinvolgimento di un nuovo contendete, noto per il suo carattere irascibile e violento: è un 51enne del luogo.
Quest’ultimo, dai primi riscontri, sembrava non essere più presente alla festa in piazza.
Prima, però, ha sferrato qualche pugno e ha minacciato i tre ragazzi.
Sempre il 51enne, in sella alla sua bicicletta, aveva imbracciato un fucile, una carabina sovrapposta con canne mozze, un’arma artigianalmente modificata.
Si avvicina alla macchina dei tre giovani e spara un primo colpo alla portiera anteriore, lato passeggero.
Poi si dirige verso uno dei tre ragazzi gli punta l’arma addosso; subito dopo corre a minacciare gli altri sempre impugnando l’arma. I tre cercano di farlo ragionare mentre lui continua a gridare “Andate via! Andate via!”. Poi esplode un secondo colpo sull’auto dei ragazzi, sempre sulla stessa portiera.
I tre saliti in macchina fuggono, il tempo di allontanarsi e di chiamare il 112 e raccontare l’accaduto.
La prima pattuglia a intervenire è quella di Cordovado; dal racconto dei ragazzi i miliari capiscono e riconoscono l’autore del fatto, persona nota per la sua personalità aggressiva.
Bisogna andare a casa del 51enne per recuperare e sequestrare l’Arma.
Viene così allertato il Nucleo Operativo Radiomobile ed è ormai l’alba quando i carabinieri agiscono.
La loro strategia prevedeva di far uscire con uno stratagemma il 51enne dalla sua abitazione. Ed è in sella alla sua bici quando viene fermato e immobilizzato.
La perquisizione domiciliare permetterà di rinvenire e sequestrare il fucile a canne mozze con cui aveva precedentemente sparato all’autovettura Dacia, un Beretta S55, e anche un fucile monocanna calibro 28, oltre a una carabina calibro 22, tutti con matricole abrase, più 267 cartucce di ogni tipo e calibro; il tutto illegalmente detenuto.
Uno dei fucili è stato rinvenuto e posizionato su una finestra posta sul lato posteriore della casa che si affaccia su un piccolo cortile con il colpo in canna.
Visto anche il comportamento aggressivo e la resistenza nei confronti del militari operanti l’uomo è stato dichiarato in stato d’arresto a disposizione del Pm, dott. Baldo Federico, che nella stessa mattina, dopo averlo interrogato, ne ha disposto la custodia in carcere.
Nella mattinata di oggi, su disposizioni dell’Autorità Giudiziaria è stata eseguita un’ulteriore perquisizione dell’abitazione, posta sotto sequestro, con l’ausilio di un’unità cinofila di Torreglia. Il cane antiesplosivo Hera ha “annusato” una cartuccia calibro 12 inesplosa nascosta sotto una fascina di legna.

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