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L’inquinamento in Pianura Padana accorcia l’aspettativa di vita di un anno

Tutti i media nazionali quest’oggi hanno riportato il rapporto dell’Agenzia europea per l’ambiente, secondo la quale l’Italia è prima per decessi prematuri a causa delle alte concentrazioni di ozono e di biossido di azoto.
Nel rapporto non si usano mezzi termini: la situazione italiana è insostenibile.
Le cause principali sono le elevate concentrazioni di ozono e biossido di azoto.
Come riporta Legambiente, ad oggi sono già 20 le città capoluogo fuorilegge che si segnalano per aver sforato il limite annuale di 35 giorni previsto per le polveri sottili (50 microgrammi a metro cubo).
Quasi tutte sono nella Pianura Padana.
La prima causa di questo inquinamento viene dalle condizioni meteoclimatiche e geofisiche uniche della Pianura Padana, che concentra tutte le emissioni anche naturali senza mai disperderle.
Emblematica questa immagine che fotografa l’inquinamento padano visto dal satellite nell’aprile di quest’anno. Mostra le emissioni prodotte soprattutto dal ciclo dell’azoto della vegetazione spontanea ma soprattutto delle colture, con le concimazioni NPK, ma anche dal letame del bestiame negli allevamenti intensivi e in modo rilevante anche dalle emissioni dei motori diesel, dai fumi industriali e dalle altre emissioni artificiali e naturali.
Secondo uno studio dell’energy Policy Institute, la concentrazione di polveri ultrasottili PM 2.5, nell’area compresa dal Piemonte al Triveneto, comporta la riduzione dell’aspettativa di vita di circa un anno rispetto alla media nazionale.

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