Venezia

L’inchiesta ferrarese sulla mafia nigeriana/5 degli arrestati bazzicavano in Veneto (uno nel sandonatese)

Pizzo, droga e violenza: una vera e propria mafia africana, quella sgominata ieri dall’operazione Signal della Squadra Mobile di Ferrara.
Con risvolti veneti.
Si perchè 5 delle 31 ordinanze restrittive emesse dal Magistrato riguardano soggetti di casa in Veneto, più specificatamente nelle province di Padova, Venezia e Vicenza.

E’ il caso, ad esempio, di “Dozen” nomignolo con cui è noto Okoduwa Godspower, fulcro dello spaccio nel sandonatese.
Secondo le indagini della polizia, la droga, soprattutto cocaina, arrivava a Padova dall’Olanda e dalla Francia, viaggiando anche nello stomaco di giovani ragazze reclutate per questo e guidate da una sorta di “maman”.
Particolarmente attiva, ossia redditizia, la cellula padovana dell’organizzazione mafiosa, capace di vistosi giri di denaro.

Un misto tra The Goodfather e le bande giovanili americane, i nigeriani si facevano chiamare Supreme Viking Arobaga, garantivano assistenza alle famiglie degli affiliati che finissero nelle mani della Giustizia e non disdegnavano l’estorsione: pizzo ai danni dei connazionali, per aumentare le entrate.
Gente anche violenta, quelli della banda africana, che andava per le spicce contro i rivali nel traffico di droga.
Proprio da un regolamento di conti era partita infatti l’inchiesta ferrarese.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button