Treviso

Le difficoltà dell’autotrasporto per il caro gasolio/dal governo 80 milioni di euro

Nella tarda serata di ieri si è concluso l’incontro tra le associazioni di rappresentanza del settore autotrasporto e la viceministra alle Infrastrutture e alla Mobilità Sostenibili Teresa Bellanova.
Unatras, l’Unione delle associazioni nazionali dell’autotrasporto, ha diffuso oggi una nota a commento: “Unatras ancora una volta prende le distanze da coloro che in questi giorni hanno innescato atti coercitivi contro la libertà di circolare attuando blocchi di Tir in diverse zone dell’Italia: sono azioni che non appartengono alla nostra cultura della rappresentanza.

Unatras riconosce alla viceministra l’impegno profuso in questa fase complessa che tocca il Paese e le imprese, che si concretizza con la messa a disposizione da subito, per il settore, di risorse aggiuntive attraverso misure che ammontano nell’insieme a 80 milioni di euro e che saranno ripartite tra le voci Lng, AdBlue, spese non documentate e pedaggi autostradali.

Unatras non considera esaurito il confronto, anzi ritiene fondamentale che si arrivi alla definizione di quelle regole che dovranno garantire una maggiore ed effettiva tutela delle imprese di autotrasporto, con particolare riferimento alla disciplina di una clausola di adeguamento dei costi di trasporto al costo del gasolio, oltre che alla questione delle soste e all’applicazione del nuovo regolamento europeo.

Sulla vicenda che sta infiammando il mondo dell’autotrasporto interviene anche Danilo Vendrame, Presidente del Gruppo Trasporti di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana.

“Le manifestazioni spontanee che si sono susseguite in alcune parti d’Italia hanno contribuito a mettere in evidenza lo stato di crisi del settore dell’autotrasporto.
Condividiamo la convinzione che la vertenza in atto debba comunque continuare a svolgersi solo sul tavolo del confronto e delle regole condivise.

Purtroppo la crisi energetica, alla base delle proteste, ha rivelato l’estrema fragilità e la complessità del settore dove, ad esempio, non sempre gli interessi e le condizioni di lavoro dei monoveicolari sono simili a quelle delle imprese più strutturate.

Questa situazione è all’origine delle difficolta da parte delle organizzazioni di rappresentanza dell’autotrasporto (Unatras) di individuare le soluzioni attese da parte di molti dei nostri che si aspettavano risultati ben diversi da quelli raggiunti con l’intesa di ieri.

L’accordo prevede, oltre allo stanziamento di (poche) risorse, lo studio di una clausola scritta sul prezzo del gasolio per i contratti scritti e orali. Questo provvedimento sarà riportato però in un altro Decreto.

Il punto chiave potrebbe essere proprio questo: l’individuazione di un sistema che consenta agli autotrasportatori di trasferire in maniera automatica i maggiori costi sui committenti e, conseguentemente, sul valore della merce trasportata. Solo così si potranno garantire le condizioni necessarie per uscire dalla crisi e continuare a lavorare garantendo al contempo lo svolgimento dei trasporti in condizioni di sicurezza stradale.

Sul piano normativo ricordo che è comunque ancora pienamente in vigore la clausola che consente, per i contratti di trasporto con durata superiore ai 30 giorni, l’applicazione automatica in fattura dei maggiori costi del carburante e dei pedaggi autostradali, qualora questi valori superino del 2% quelli esistenti alla data di stipula del contratto o della prima fattura.

Vale la pena ricordare che questa disposizione è una delle poche sopravvissute alle modifiche subite dall’art. 83/bis del DL 25 giugno 2088 n. 112.
Per intenderci, quello che aveva istituito le tariffe minime obbligatorie, mai applicate in concreto e poi eliminate con la legge finanziaria del 2015.

Inoltre ricordo, specialmente a coloro che vi hanno partecipato, che la questione delle tariffe minime e dell’incidenza del gasolio sui costi del trasporto era stata la causa principale dell’ultimo “vero” fermo nazionale del dicembre 2007.
Dopo che il prezzo del gasolio è salito solo nell’ultima settimana del 14%, ieri il Ministero ha pubblicato le tabelle dei costi minimi del trasporto, suddivise in base alle dimensioni del mezzi: ebbene sappiamo che la maggior parte dei nostri associati, specialmente quelli di piccole dimensioni, oggi viaggia a tariffe inferiori.

Anche in periodi dove l’aumento dei costi è generalizzato e “accettato” in tutti i settori economici, i nostri continuano a far finta di niente, peccato che mai come adesso siamo, a differenza del passato, a rischio reale di estinzione.
Serve un cambio di registro da parte di tutti nella consapevolezza che ogni singolo comportamento provoca conseguenze per tutti il settore.

La complessità della questione sindacale e di rappresentanza che stanno vivendo le Associazioni del trasporto sta tutta qui: tra l’individuazione di provvedimenti a pioggia che vadano nella direzione delle aspettative dei piccoli con poca capacità contrattuale, che chiedono principalmente interventi per calmierare il costo dei carburanti, e interventi per cercare di fissare regole certe da far rispettare alla committenza, anche nella logica della corresponsabilità in termini di sicurezza stradale, di tutta la filiera dell’autotrasporto.

Attendiamo ora il proseguo delle trattative facendo un appello a tutti i vertici delle Associazioni presenti in Unatras (Confartigianato Trasporti, FITA CNA, Fai Conftrasporto, FIAP, SNA Casartigiani, Lega cooperative, Confcooperative; AGCI) affinchè mantengano inalterate le loro capacità e prerogative, compresa anche quella dell’autocritica.

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