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L’azienda trevigiana che insegna ai francesi come piantare le vigne

Che la Marca Trevigiana fosse una delle capitali mondiali del vino grazie al Prosecco era noto. Ma in molti non sanno che nella filiera del vino c’è anche un altro top player. Si tratta della Sika, azienda specializzata in profilati metallici a Casier, a due passi dalle colline di Conegliano e Valdobbiadene. La loro abilità è molto raffinata: sono capaci di realizzare pali per le vigne in acciaio, che però somigliano al legno e per questo piacciono di più a viticoltori e contadini. A Treviso si usa il Corten, un materiale prodotto in un’acciaieria italiana, una vera eccellenza del bel Paese.

C’è voluto poco per passare dalle vendite in Italia – quattro anni fa i primi clienti furono i viticoltori che piantavano Prosecco – a quelle all’estero. Molto Canada, dove nella zona della British Columbia si pianta Pinot Grigio, ma anche Australia e Napa Valley, in California. Dopo quattro anni dal lancio dei pali marchiati SIKA in Corten (un metallo vivo: grazie al rame, cromo e fosforo, gli acciai corten hanno la proprietà di autoproteggersi con una patina superficiale che impedisce l’estendersi della corrosione e assume colori e sfumature evocativi dello scorrere del tempo.), adesso la Sika ne produce circa 400 mila all’anno, l’equivalente di 570 ettari coperti (in media, infatti, si piantano 700 pali per ettaro).

“Ma la cosa che più ci dà soddisfazione è il successo che abbiamo in Francia dove c’è l’azienda leader al mondo nella produzione dei pali per vigneti”, spiega Riccardo Secco, uno dei titolari. “Abbiamo realizzato distese di vigne sia nelle pregiate zone dello Champagne, sia in quelle cru di Bordeaux. Siamo orgogliosi di esportare in Francia, dove le bollicine sono nate, il made in Italy del vino. Nel nostro piccolo, ci sembra di essere alleati del Prosecco per dimostrare al mondo che nel Trevigiano sappiamo davvero far bene le cose”.

“Da sempre siamo concentrati sull’evoluzione tecnica mirata alla qualità globale che coinvolge l’intero ciclo produttivo – conclude Secco – dalla progettazione, in collaborazione diretta con il cliente stesso, alla produzione, imballaggio e stoccaggio”.

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