Friuli Venezia Giulia

L’atlante della discordia/Volume voluto dalla Regione contiene inesattezze non indiferenti

Un volume di successo che presenta il Fvg in una chiave di lettura ambientale e che rappresenta un primo passo di un ambizioso progetto editoriale unico nel suo genere.
L’Atlante per l’educazione ambientale Amo il Friuli Venezia Giulia è però già sul banco degli imputati per aolcuni strafalcioni che contiene.

L’idea è quella di innescare nei lettori comportomenti utili alla salvaguardia del patrimonio naturale della regione e, secondo l’Assessore regionale Scoccimarro, pone il Fvg all’avanguardia nell’educazione ambientale.

La pubblicazione curata dalla milanese Studio Dispari sembra però contenere più di qualche errore, sottolineato oggi in aula dal capogruppo del Patto per l’Autonomia in Consiglio regionale, Massimo Moretuzzo, che ha presentato in merito un’interrogazione.

“Un’iniziativa certamente lodevole – evidenzia Moretuzzo – ma con così tante inesattezze da vanificarne il fine didattico”.
La pubblicazione presenta, riferisce il consigliere, un’introduzione storica infarcita di “sciocchezze clamorose”.

“Secondo lo Studio Dispari di Milano, il Friuli Venezia Giulia, solo per citare gli strafalcioni più evidenti, è composto da due regioni diverse il cui confine è fissato in modo approssimativo; è nato oltre 2 mila anni fa (in base a quale documento o ragionamento?); confina, a ovest, con l’Italia…”.

“L’assessore – spiega il consigliere del Patto – ha informato l’Aula che i contenuti della pubblicazione sono stati realizzati con esperti di storia e geografia provenienti dalla regione, validati con un processo durato circa tre mesi, sia dalle strutture della Regione che da Arpa. Evidentemente non erano poi così esperti e chi ha controllato è stato superficiale”.

“Poiché la Regione detiene la proprietà del testo – conclude Moretuzzo – si attivi subito per correggere gli incredibili errori contenuti, nel rispetto di valenza didattica e risorse investite”.

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