Pordenone

Latitante cade nella trappola della Marescialla dei Carabinieri finta imprenditrice

Era destinatario di un’ordinanza di carcerazione emessa dal Procuratore della Repubblica di Pordenone, dott. Raffaele Tito, per una condanna definitiva a 32 mesi e 26 giorni (oltre a sanzioni per 18.620 euro).
Pena che si era guadagnato con una lunga serie di reati che vanno dal furto alla rapina, dalle lesioni personali al porto abusivo d’arma, commessi dal 2013 al 2016 in Friuli Venezia Giulia.

Gevorgy Arsen, 43 anni, armeno, era diventato uccel di bosco 2 anni fa, quando era stato dichiarato clandestino sul territorio nazionale.
Per non essere rintracciato viveva come un lupo solitario, abitando in ruderi e svolgendo lavoretti edili per ignari cittadini.
Questo finchè i carabinieri di Pordenone, incrociando una serie di dati che lo riguardavano, hanno individuato il recapito telefonico che usava per trovarsi quei lavori.

A quel punto, i carabinieri lo hanno attirato in trappola proprio fingendo di volergli affidare un lavoro a Udine.
Schivava un primo incontro in un bar mandando un amico, per altro assolutamente estraneo alla vicenda.
I militari però non desistevano, fingendosi imprenditori riuscivano a convincerlo ad un nuovo incontro, per poi portarlo all’appartamento da ristrutturare.

L’Armeno stavolta si presentava, sicuramente invogliato anche dal fascino della finta imprenditrice usata dall’Arma e che in realtà era una Marescialla.
Forte di un addestramento di tipo militare, l’armeno fiutava qualcosa comunque e cercava una fuga che però non gli è riuscita: la rete intorno a lui si era ormai tesa e lo ha intrappolato.
Le sue ultime parole da uomo libero sono state ” avevo avuto il sospettto di cadere in una trappola, ma una donna è una donna e mi ha fregato. Sono la rovina degli uomini”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button