Pordenone

Lago di Barcis: rallenta operazione sghiaiamento

La soluzione per risolvere l’annosa questione dello sghiaiamento del lago di Barcis è ancora incerta e lontana.
Da quanto si è appreso in questi giorni si prospettano ulteriori complicazioni e difficoltà tecniche oltre all’ormai evidente necessità di reperire nuove e ingenti risorse (100 milioni) che la Regione non ha ancora messo a bilancio.
È inutile girarci intorno: le operazioni stanno rallentando e la fine delle opere di rimozione degli inerti che riempiono per oltre la metà il lago di Barcis, di questo passo, proseguiranno per molto tempo”.

Lo sottolinea, in una nota, il capogruppo dei Cittadini, Tiziano Centis, “che rispetto allo sghiaiamento del bacino di Barcis ha dimostrato in Consiglio grande attenzione”.
Centis si dichiara amareggiato ma allo stesso tempo intenzionato a continuare nel suo lavoro di stimolo e pungolo verso l’Amministrazione regionale.

“Si tratta – ha sottolineato il consigliere – di opere indispensabili al fine di evitare le esondazioni nella Bassa pianura pordenonese.
Il progressivo riempimento di materiale inerte che il torrente Cellina, con i suoi 200mila cubi l’anno, trasporta verso il lago, rappresenta una priorità, ma il modo migliore per come rimuovere e trasportare via gli inerti non è stato ancora trovato.
Ogni giorno decine di camion attraversano i centri abitati della Val Cellina e a risentire gli effetti sono i residenti, l’ambiente, il turismo e, più in generale, la sicurezza di tutta l’area interessata”.

“Le ultime ipotesi per trovare una soluzione al problema parlano di teleferica, piuttosto che di un tunnel con nastri trasportatori e nuove gallerie, ma l’impressione è che ancora non si sappia come procedere al meglio. Continuerò – ha concluso Centis, annunciando un’interrogazione – a sollecitare l’assessore regionale all’Ambiente affinché si trovi una reale soluzione”.

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