Venezia

La zuffa in piazza Mazzini/Sulla movida jesolana è scontro Zoggia – Santin

Il sindaco di Jesolo Valerio Zoggia oggi ha voluto replicare alle affermazioni rilasciate alla stampa locale dal consigliere della Lega Venerino Santin, in merito alla situazione di piazza Mazzini e della movida giovanile, dopo la mega rissa inscenata da un folto gruppo di giovani nello scorso week end.

Una zuffa piuttosto violenta, quella che ha visto protagonisti ragazzi intorno ai ventanni, sia italiani che stranieri, sia veneziani che trevigiani.

Non è la prima volta che il consigliere comunale leghista si scaglia contro l’amministrazione, a suo dire rea di sottovalutare (nella migliore delle ipotesi) o di accondiscendere benevolmente agli eccessi della movida jesolana.

Secondo il sindaco invece, le affermazioni fatte dall’esponente della Lega non solo sono pesanti, ma mancano anche di visione. Parlare di ipocrisia, cinismo e addirittura connivenza da parte dell’amministrazione, come se quest’ultima volesse favorire certi comportamenti, è grave e chi lo dice deve essere pronto ad assumersi le responsabilità che conseguono a certe affermazioni.

L’amministrazione ha sempre preso sul serio il tema della movida e ha messo in atto tutte le iniziative e le misure possibili per garantire la sicurezza in città, continua il primo cittadino che ricorda come Piazza Mazzini sia videosorvegliata, così come il lungomare.
La Polizia locale presidia la piazza e durante l’estate pianifica anche servizi notturni che, in certi casi, vanno anche oltre le competenze del Corpo.
Contro lo spaccio vengono organizzati servizi interforze, in particolare con l’Arma dei Carabinieri.

Tutto questo, aggiunge Zoggia, è stato fatto nei limiti delle possibilità della pubblica amministrazione.
Jesolo è una città che da sempre accoglie giovani, la quasi totalità dei quali frequenta i locali e i luoghi del divertimento con responsabilità e rispetto per sé e gli altri.

Poi c’è quella minoranza di giovani che si ubriaca fino a superare il limite, sotto effetto di stupefacenti o che per uno sguardo sbagliato arriva alle mani.
Se di fronte a questo fenomeno di cattiva movida si pensa di risolvere il problema con la chiusura dei locali, si dimostra di non aver capito la realtà jesolana.
Non è con queste misure che si argina o si risolve il problema, considerato che chi eccede lo fa con alcool acquistato in negozi e minimarket o addirittura portato da fuori.

La questione vera rimane l’educazione o la mancata educazione: è la radice su cui si deve intervenire, continua il sindaco.
Su questo devono intervenire dapprima le famiglie e chiunque abbia un ruolo nella crescita dei giovani e poi anche le istituzioni.
L’amministrazione fa il possibile e la sua parte per coniugare la voglia di divertimento con un divertimento responsabile ma se c’è qualcuno che supera le righe, allora anche le Forze dell’Ordine devono fare la loro parte, specialmente se gli episodi si verificano in luoghi pubblici dove la competenza nei controlli è ben definita.
Ci deve essere collaborazione e cooperazione, tra istituzioni, attività, associazioni e Forze dell’ordine.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button