Treviso

La vicenda del medico finito in carcere/La Ulss2 precisa

La vicenda del Dott. Carlo Cetera è piuttosto nota: meno di una decina d’anni fa, al tempo lavorava al Centro di Procreazione Assistita di Pieve di Cadore, il Primario fu accusato da una paziente di aver preteso 2500 euro per farla sopravvanzare nella lista d’attesa dei trattamenti di cui si occupava.

La sua lunga vicenda giudiziaria si concluse con una condanna a 3 anni, 10 mesi e 24 giorni di carcere, sentenza divenuta esecutiva nei giorni scorsi, tanto che Cetera, 70 anni, è dietro le sbarre.

Più di qualche polemica ha poi sollevato un articolo di stampa che segnalava come il medico in questione avesse continuato a lavorare, con turni anche al Punto nascita dell’ospedale di Vittorio Veneto.
E proprio su questo aspetto della vicenda torna stamani una nota del Direttore sanitario dell’Ulss 2.

Il dr. Livio Dalla Barba precisa che “il personale medico della Cooperativa che fornisce personale per il servizio di guardia pediatrica e ostetrico-ginecologica per il Punto nascita dell’ospedale di Vittorio Veneto viene selezionato sulla base del curriculum professionale, che nel caso del dr. Carlo Cetera era assolutamente adeguato, per cui la Cooperativa gli ha affidato alcuni turni di servizio.

Sulla possibilità che il dr Cetera continuasse ad esercitare si era espresso, rispondendo ad uno specifico quesito, l’Ordine dei Medici, precisando che l’ex primario poteva continuare ad esercitare fintantoché non fosse diventare esecutiva la sentenza di condanna emessa nei suoi confronti.
Cetera ha, quindi, proseguito la sua attività, lavorando in numerosi ospedali, fino al momento dell’arresto”.

“Per quanto riguarda il ricorso alle Cooperative – prosegue Dalla Barba – esse sono partner importanti sia del sistema sanitario che sociosanitario.
Ricordo a tutti che nonostante i 19 concorsi banditi da Azienda Zero nel 2019, i 56 avvisi a tempo determinato e i 20 avvisi di mobilità nell’Ulss 2 mancano, ad oggi, 16 ginecologi.
Stante l’attuale mancanza di specialisti, legata ad errori nella programmazione nazionale, il supporto delle Cooperative si rivela fondamentale per garantire alcuni servizi”.

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