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La truffa delle auto di lusso parte da Pordenone e tocca anche Treviso e Padova

Nuovi risvolti nell’inchiesta denominata Cars lifting della Guardia di Finanza di Pordenone.
Dopo i 5 provvedimenti eseguiti nel marzo scorso, le indagini hanno portato nelle scorse ore a nuovi, inquietanti aspetti.

Le Fiamme Gialle stimano siano state oltre 1300, le persone truffate dall’organizzazione criminale capace di evadere 35 milioni di euro agendo nel settore della compravendita di auto di lusso on line.

La Procura della Repubblica di Udine ha disposto il sequestro di beni per oltre 5 milioni di euro, in parte custoditi anche all’estero.
Gli indagati a vario titolo risultano essere una ventina.

Chi è caduto nel tranello della banda aveva due possibilità: acquistare un’auto dalla vita ben diversa da quella dichiarata, o versare cospicue caparre senza poi vedere nulla in cambio.

Nella “migliore” delle ipotesi infatti, e con la complicità di due autofficine delle provincie di Treviso e Padova, gli acquirenti compravano costose auto alle quali erano stati limati i chilometraggi alla grande, ribassati anche del 70%.

Nella peggiore delle situazioni, il cliente pagava anticipi sostanziosi (anche di alcune decine di migliaia di euro) e poi vedeva i venditori svanire nel nulla.

Gente che amava il lusso, coloro che reggevano le fila del gruppo criminale: la magistratura ha fatto sequestrare, oltre ad auto importanti, 12 moto, una ventina di orologi di marca e perfino una nutrita cantina di vini pregiati (del valore di oltre 100 mila euro).

Nell’inchiesta risultano implicati anche funzionari della Motorizzazione e Agenzia di pratiche auto.

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